Il potere aereo nell'età della rivoluzione negli affari militari. Il caso della campagna aerea Nato per il Kosovo.

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15 antiaerei serbi, come quelli tattici o le batterie mobili di SA-6, fossero intatti e pronti ad essere utilizzati contro i velivoli alleati nel caso in cui la Nato avesse deciso di giocare la carta dell’invasione del Kosovo. In realtà la vera natura della campagna aerea la si può cogliere quando andiamo ad osservare l’andamento degli strikes aerei contro gli altri obiettivi strategici: dai complessi e dalle infrastrutture industriali, alle linee di comunicazione. Qui stiamo parlando di una serie di dual-use targets che, se potevano essere considerati obiettivi di immediata importanza militare, risultavano allo stesso tempo funzionali al benessere ed alla vita quotidiana della popolazione civile; targets, per la selezione e l’attacco dei quali, i pianificatori militari dell’Alleanza dovettero confrontarsi quotidianamente con i condizionamenti e i veti politici incrociati posti dai governi di alcuni paesi 10 . Ciò obbligò la Nato ad optare per una strategia di rischio che ritardò il verificarsi di quegli effetti sul settore civile della società yugoslavia, che potevano risultare più convincenti di altro, nel tentare di influenzare la scelta di un attore risoluto e determinato come Milosevic. L’ultima parte del capitolo sarà dedicata al comparto di obiettivi riguardanti le forze di terra serbe. Personalmente la ritengo una delle pagine più controverse di tutta l’Operazione Allied Force, nella quale, insieme a considerazioni militari e strategiche, convivono aspetti di altro tipo che rimandano e definiscono in modo sempre più contraddittorio il volto delle guerre moderne: il ruolo dei Media, la propaganda e la (dis)informazione, più in generale quella patina mediatica rispondente ad una ben precisa logica politico-ideologica, con la quale, si tende a mascherare ed a contornare l’uso della forza. Tutto il teatro, al quale purtroppo la Nato non si sottrasse, messo in scena intorno ai danni inflitti alle forze serbe dislocate in Kosovo, fu il segno più evidente della volontà di celare gli effetti degli attacchi e delle difficoltà nel rilasciare numeri che erano l’indice incontrovertibile della sostanziale inefficacia di quei raids. E questo mentre l’opera di pulizia etnica proseguiva ed i Serbi rafforzavano le loro posizioni in Kosovo, allora, niente di male, se a qualcuno viene voglia di 10 Teoricamente per preservare le sofferenze della popolazione civile, erano posti in realtà, per salvaguardare i propri interessi in Serbia.

Anteprima della Tesi di Pietro Batacchi

Anteprima della tesi: Il potere aereo nell'età della rivoluzione negli affari militari. Il caso della campagna aerea Nato per il Kosovo., Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Batacchi Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

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