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Il regime di tassazione delle rendite finanziarie

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- 12 - chiusura, ma dava origine ad una fattispecie ulteriore: rendeva, infatti, imponibile ogni altro provento equiparabile agli interessi, anche se si riferiva alle sole somme invariabili e/o predeterminate dalle parti contraenti (17) . La nuova lettera h) assumendo carattere residuale, supera questi problemi: è infatti una norma che considera redditi di capitale ogni provento derivante da rapporti contrattuali che abbiano per oggetto l’impiego del capitale; dove per impiego del capitale deve intendersi la concessione anche temporanea alla controparte della disponibilità del capitale. E’, dunque, reddito di capitale qualunque provento (variabile o invariabile) prodotto da un impiego del capitale, dove il termine “impiego” non si riferisce solo alle ipotesi di finanziamento/investimento, ma è sufficiente che si trasferisca ad un soggetto la disponibilità temporanea del capitale e che da ciò derivi un vantaggio economico (derivante dalla capacità produttiva propria del capitale) a favore di chi ha impiegato il capitale. Deve, peraltro trattarsi, di un impiego di capitale finanziario, cioè di un capitale liquido e capace di produrre reddito secondo lo schema giuridico della fruttificazione. La lettera h) si riferisce ad un reddito-prodotto e non ad un reddito-entrata, in quanto considera i proventi derivanti da rapporti aventi per oggetto l’impiego di capitale: è sufficiente, per dar luogo ad un reddito di capitale, avere la disponibilità temporanea del capitale e che, in virtù di un negozio, scaturisca un provento a favore di colui che ha impiegato lo stesso capitale. La nuova stesura della lettera h), assume così, natura definitoria e generale e non consente più di assimilare i redditi di capitale ai frutti civili; al contrario tali redditi sono da “considerarsi come frutto economico (18) di un capitale trasferito temporaneamente alla controparte contrattuale che ha la sua diretta fonte produttiva in un rapporto giuridico” (19) . Si e giunti, così, grazie alla nuova disciplina, alla giuridicizzazione di un fenomeno economico, ma non poteva essere altrimenti data la natura e la diversità (17) La lettera h) faceva riferimento solo a proventi non variabili dunque non poteva considerarsi residuale, ad esempio non era tale rispetto agli utili, cioè a somme che non sono contrattualmente definite e non sono predeterminabili e/o predeterminate. Se, quindi l’utile era tassabile perché previsto dalle lettere e) ed f) dell’art. 41, altri proventi di diversa natura, ma affini agli utili esulavano dallo stesso art. 41. (18) Il frutto economico ricomprende il frutto civile ed indica tutto ciò che incrementa il patrimonio di un soggetto, in relazione alla concessione della disponibilità temporanea di un capitale ( sia che si tratti di un provento in misura determinata sia si tratti di un provento determinabile). (19) L’espressione è di MONTESANO, in A proposito del nuovo regime cit.
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Il regime di tassazione delle rendite finanziarie

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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Magnifico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Eugenio Della Valle
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

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Parole chiave

capital gain
guadagni di capitale
redditi di capitale
redditi finanziari
rendite finanziarie
d. lgs. 461/1997
tassazione delle rendite finanziarie

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