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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della direttiva 97/81/Ce nell'ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna

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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della Direttiva 97/81/CE nell’ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna 20 denziale, attorno al quale sono inserite delle disposizioni che dettano solo un nucleo minimo di diritti, ne è un esempio il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno (dei lavoratori a tempo parziale) previsto dalla proposta di direttiva del 1982, il quale risulta degradato a mero diritto di informazione nella versione del 1990. Va ricordato che la formulazione del diritto di precedenza dell’82 è stata ripresa nella Direttiva del ’97 come mera possibilità concessa al datore di lavoro, ed ha acquistato, per effetto della trasposizione nell’ordinamento italiano il grado di “… diritto di pre- cedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attività presso unità pro- duttive site entro 100 km dall’unità produttiva interessata dalla programmata assun- zione, … dando priorità a coloro che già dipendenti, avevano trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale” (cfr. art. 5 comma 2 D. Lgs. 61/2000). Ed è proprio alla fine degli anni ’90 che, grazie all’influenza di nuovi fattori, si giun- ge ad un esito più significativo: le nuove procedure di dialogo sociale istituzionalizza- te nell’Accordo sulla Politica Sociale (APS), allegato al Trattato di Maastricht, che consentono deliberazioni a maggioranza qualificata per adottare direttive in materia di condizioni di lavoro e la mutata ratio delle nuove proposte della Commissione, volte al miglioramento delle condizioni di lavoro, inquadrate nella strategia europea per l’occupazione ( 28 ). In linea con l’orientamento approvato dal Consiglio di Essen (dicembre 1994) che coniugava esigenze di flessibilità, principi di non discriminazione e obiettivi di cresci- ta occupazionale, gli stati membri infatti condividono la necessità di promuovere l’occupazione e la parità tra uomini e donne, nonché aumentare l’intensità occupazio- nale attraverso la flessibilità del lavoro. Il Consiglio inoltre invitava le parti sociali a sfruttare la possibilità di stipulare con- tratti, perché più vicini alla realtà sociale e ai problemi sociali e così, in coerenza con l’orientamento di Essen e privilegiando la concertazione sociale, la Commissione in- formava le parti sociali del possibile orientamento di promuovere un’azione comuni- taria relativa alla flessibilità dell’orario di lavoro e alla sicurezza dei lavoratori ( 29 ). 28 ARRIGO G., Tutela e promozione dei lavori atipici, in “Diritto del lavoro dell’Unione Europea”, Giuffre Ed., 2001. 29 ARRIGO G., “Diritto del lavoro dell’Unione Europea”, Giuffrè Ed., 2001, p. 270 e seg.
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Informazioni tesi

  Autore: Agostino Antonello
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diploma di laurea in consulenza del lavoro
  Relatore: Patrizio Bernardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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Parole chiave

orario di lavoro
direttiva 81-1997
lavoro
lavoro part-time
contratti di lavoro
incentivi all'occupazione
lavoro a tempo parziale
diritto del lavoro

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