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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della direttiva 97/81/Ce nell'ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna

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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della Direttiva 81/97/CE nell’ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna 6 nando quelle soluzioni di eccessivo garantismo e all’opposto disciplinare i casi di flessibilità senza limiti e controllo ( 1 ). Un metodo e non la soluzione per rendere compatibili le esigenze dei vari soggetti che si incontrano nel mercato, predisponendo delle regole in grado di adattarsi ai mu- tamenti del conteso economico e sociale. Le opportunità che il part-time offre ai datori di lavoro di adattare la propria struttura produttiva alle necessità di variazioni della produzione, devono accordarsi con le esi- genze familiari, di formazione, maggiore tempo libero dei lavoratori, garantiti nei loro diritti elementari di sicurezza e pari diritti rispetto ad lavoratore full-time, è questa la strada tracciata dalla direttiva ed è questa la strada che i legislatori europei devono seguire. E’ questa la strada imboccata dal legislatore italiano, che, alle garanzie sviluppate ne- gli anni precedenti, ha aggiunto quei caratteri di flessibilità ispirati dalla Direttiva, an- che se in taluni casi ha inserito adempimenti non previsti in sede europea, mantenen- do la disciplina contrattuale del rapporto a livello collettivo, lasciando poco spazio al- la regolazione individuale. A differenza, il legislatore inglese, pur garantendo i diritti minimi previsti dalle norme europee, è riuscito a mantenere la disciplina del rapporto su un piano individuale, a- dattando le norme vigenti ai precetti del diritto di non discriminazione. Se nel formulare i principi generali le due soluzioni (italiana e inglese) si somigliano, dato il punto di partenza comune (la Direttiva del ‘97), nella applicazione pratica si discostano in diversi punti, tanto da sembrare troppo rigide, o troppo liberiste, ed è su alcuni di questi punti che si sofferma l’esposizione del secondo capitolo. Nel quale, verrà illustrato il approccio delle due norme ai mezzi di tutela, anche giu- diziale, previsti per tutelare la parte debole, in cui la diversità dei due ordinamenti è più marcata. Sullo stesso piano di diversità, si trovano le norme introdotte per incentivare il pas- saggio dal full-time al part-time (e viceversa), nonché in tema di orario di lavoro e clausole elastiche, che nella formulazione italiana sono disciplinate in modo chiaro e ben definito, tanto da poter sembrare troppo rigide, mentre al contrario la norma in- glese vi fa solamente qualche accenno. 1 BROLLO M., “Il lavoro a tempo parziale”, IPSOA, 2001, p. 18, 19, 20.
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Informazioni tesi

  Autore: Agostino Antonello
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diploma di laurea in consulenza del lavoro
  Relatore: Patrizio Bernardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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Parole chiave

orario di lavoro
direttiva 81-1997
lavoro
lavoro part-time
contratti di lavoro
incentivi all'occupazione
lavoro a tempo parziale
diritto del lavoro

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