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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della direttiva 97/81/Ce nell'ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna

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La normativa europea 13 lavoro o professione; e c) sia occupato nello stesso stabilimento o, nel caso in cui non esista nello stesso stabilimento un lavoratore che si trovi in una situazione compa- rabile, nella stessa impresa, nello stesso settore produttivo; specificando che non rien- trano nella definizione i lavoratori che vedono diminuito il loro orario di lavoro a cau- sa di una riduzione collettiva e temporanea del medesimo per ragioni economiche, tecniche o strutturali dovute alla organizzazione dell’impresa (art. 1 Convenzione OIL n. 178). Al pari del principio di non discriminazione sancito dall’art. 4 dell’Accordo quadro, gli articoli successivi (artt. 4 e 7 della Convenzione n. 178/94) introducono il mede- simo principio, chiedendo di adottare misure tali da assicurare che i lavoratori a tem- po parziale ricevano la stessa protezione di cui beneficiano i lavoratori a tempo pieno comparabili, sia per quanto riguarda i diritti sindacali, sia con riguardo alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro. La convenzione esplicita in modo chiaro che i lavoratori a tempo parziale non devono ricevere, per il solo motivo di essere lavoratori part-time, “una retribuzione di base che, sia inferiore alla retribuzione di base dei lavoratori a tempo pieno che si trovino in una situazione comparabile” (art. 5 Convenzione OIL n. 178/94), salvo il fatto di rapportarla alla effettiva durata della prestazione per effetto del pro rata temporis; in- fatti all’articolo successivo si ribadisce che i sistemi di sicurezza sociale dovranno es- sere adattati in modo tale che i lavoratori a tempo parziale beneficino di trattamenti equivalenti a quelli dei lavoratori a tempo pieno comparabili, determinati in misura proporzionale alla durata dell'orario di lavoro, alle contribuzioni versate, alle re- tribuzioni percepite, o attraverso altri metodi conformi alla legislazione e alle prassi nazionali. La Convenzione nel chiarire la portata del principio di non discriminazione specifica all’articolo 7 che i lavoratori a tempo parziale devono ricevere un trattamento equiva- lente anche con riguardo alle seguenti materie: a) maternità; b) cessazione del rapporto di lavoro; c) riposi annuali e festività retribuite; d) malattia; sempre mantenendo il criterio del proporzionamento alla durata dell'orario di lavoro. Oltre all’esplicito riferimento ai casi compresi nell’ampia definizione del principio di non discriminazione, vi sono alcuni casi esclusi, infatti, in deroga a quanto fino ad ora previsto, la Convenzione dell’OIL all’art. 8, comma 1, prevede la possibilità di esclu-
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Informazioni tesi

  Autore: Agostino Antonello
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diploma di laurea in consulenza del lavoro
  Relatore: Patrizio Bernardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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Parole chiave

orario di lavoro
direttiva 81-1997
lavoro
lavoro part-time
contratti di lavoro
incentivi all'occupazione
lavoro a tempo parziale
diritto del lavoro

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