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Procedimenti deliberativi negli enti locali; l'esperienza francese

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4 territoriali), la riforma di decentralizzazione ha lasciato essenzialmente alla prassi dei rapporti fra i diversi organi ed in parte all’influenza dei sistemi elettorali la determinazione degli equilibri istituzionali all’interno degli apparati di governo dei Comuni, Dipartimenti e Regioni. Il Codice dei Comuni originariamente non prevedeva né disciplinava in alcun modo l’adozione di un Regolamento consiliare, l’organizzazione dei lavori del Consiglio comunale era tradizionalmente (lo è tutt’oggi per i Consigli dei Comuni che hanno una popolazione inferiore ai 3500 abitanti residenti, che non abbiano facoltativamente scelto di autodisciplinarsi) affidata, a prassi consuetudinarie o convenzioni 5 . Infine, l’articolo L.121-10-1 del codice dei Comuni, così come modificato dall’articolo 31.-1.- della l. 125/92 relativa all’amministrazione territoriale della Repubblica, ha stabilito che nei Comuni con popolazione residente superiore o eguale a 3500 abitanti, i Consigli comunali debbano adottare un Regolamento interno per il proprio funzionamento, e che la legittimità delle statuizioni organizzative da questo previste, possa essere contestata davanti al tribunale amministrativo. L’articolo 39 della l. 213/82, così come modificato dall’articolo 31. -2.- dell’anzidetta l. 125/1992, ha previsto che un Regolamento interno di funzionamento sia adottato anche dai Consigli generali dei Dipartimenti. L’articolo 32.-1.- e .-2.- della legge appena detta, è andato più nel dettaglio, infatti, dopo aver enunciato che tutti i consiglieri comunali e dipartimentali hanno diritto di esporre nelle sedute del Consiglio le Ces collectivités territoriales s’amministrent librement par des conseil élus et dans les conditions prévues par la loi. Dans les départements et les territoires, le délégué du Gouvernement a la charge des intérêts nationaux, du contrôle administratif et du respect». 5 Ancor prima dell’intervento della legge 125/92, da alcune ricerche risultava che il 25% circa dei Consigli comunali esaminati avevano già adottato un Regolamento interno, il cui contenuto disciplinava essenzialmente, i tempi di parola, il regime degli emendamenti, la possibilità d’iscrizione d’argomenti aggiuntivi all’ordine del giorno ecc. D. Ammirante, L’organizzazione del governo delle collectivités territoriales, in S. Gambino (cur.), L’organizzazione del governo locale, Rimini, Maggioli, 1992, 251ss. «tali indicazioni lasciano intravedere un embrionale processo di procedimentalizzazione dell’attività del Consiglio che, se non serve da una parte ad inquadrare entro precisi limiti le possibilità di espressione delle minoranze, assicura certamente, dall’altra, uno status, sia pur minimo, alle opposizioni, a tutto vantaggio della vitalità dei lavori assembleari».
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Procedimenti deliberativi negli enti locali; l'esperienza francese

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Murru
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: LucioPegoraro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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Parole chiave

enti locali
procedimenti deliberativi
diritto pubblico comparato
autonomia amministrativa
enti locali francesci

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