Migranti nello spazio: i luoghi della clandestinità nella città di Milano

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

16 assortimento di gente che in tutto il mondo si possa trovare in un area simile” (Wirth, 1928). Quando Wirth in The Ghetto scriveva queste parole, Chicago già nel 1925 era nata e morta più volte. Fondata artificialmente nel 1836 in occasione dello scavo di un canale e cresciuta ancora più artificialmente, come nodo ferroviario, ha dovuto più volte frenare e poi rilanciare la sua crescita a seconda della congiuntura economica. Nel 1871 fu quasi distrutta da un incendio; rifondata, già nel 1880 aveva mezzo milione di abitanti. Chicago era un crocevia di tribù costituite da italiani, tedeschi, ebrei, spagnoli, neri, con tutta la scala che dall’estrema povertà porta all’estrema ricchezza. Il ghetto è un prodotto della città all’interno del quale è rappresentato un coacervo di popoli, di lingue, di condizioni sociali e di religioni. In sostanza sembrano nascere nuove aree urbane in corrispondenza dei flussi migratori. La città industriale si oppone alla città antica principalmente su tre piani: a) sul piano ecologico, per la progressiva specializzazione degli spazi lungo l’asse centro-periferia-campagna; b) sul piano economico e tecnologico per una netta distinzione fra la dimensione della produzione (la fabbrica) e quella del consumo (il mercato);

Anteprima della Tesi di Andrea Fianco

Anteprima della tesi: Migranti nello spazio: i luoghi della clandestinità nella città di Milano, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Andrea Fianco Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2760 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.