Il consenso al trattamento dei dati personali

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La legge 675/1196 rappresenterebbe, allora, un punto di equilibrio tra opposti radicalismi: da una parte la difesa della sfera personale intesa come isolamento individuale, dall’altra un tipo di protezione che sancisca apertamente la mercificazione dei dati e voglia solo regolare la circolazione di tali beni. 55 In nessun caso, infatti, ci si trova di fronte un’assoluta assenza di tutela o ad una impossibilità, anch’essa assoluta, di trattare i dati, ma le modalità di tutela variano in funzione del contesto nel quale il “dato” è collocato. 56 Ciò esclude, comunque, che le espressioni utilizzate nell’art.1, comma 1, ancorché non oggetto esclusivo dell’attenzione del legislatore, siano un mero richiamo a doveri fondamentali che debbano essere rispettati da quanti, facendo uso dell’informazione, siano potenzialmente lesivi di interessi altrui, 57 ma ad esse occorre dare un significato pregnante 58 in quanto rappresentano l’interesse contrapposto alla libertà d’informazione, alla libertà di circolazione dei dati, alla libertà di iniziativa economica e alla libertà di organizzazione della Pubblica Amministrazione. Gli stessi poteri riconosciuti all’individuo si vengono a mostrare funzionalizzati non ad interessi che immediatamente si riferiscono ai dati stessi, ma piuttosto a quelli, relativi alla persona, la cui tutela si traduce, appunto, nel riconoscimento di situazioni giuridiche fondamentali. 59 Tra questi spicca tra tutti lo strumento del consenso dell’interessato, posto dal legislatore come condizione necessaria e sufficiente per la legittimità del trattamento (art.11), il quale, almeno apparentemente, rappresenta l’espressione di quella libertà positiva di controllare i dati, riferiti alla propria persona ed usciti dalla sfera di riservatezza, in cui si sostanzia la libertà informatica intesa come diritto all’autotutela della propria identità personale. 60 In questa ottica, il requisito del consenso appare lo strumento per arginare il già menzionato “potere informatico”, astrattamente capace di arginare l’inevitabile invasione della sfera personale. 61 S.SIMITIS, Il contesto giuridico e politico della tutela della privacy, Rivista critica di diritto privato, 1997, p.575. 55 In questo senso C.CAMARDI, Mercato delle informazioni e privacy,in una Facoltà nel Mediterraneo. Studi in occasione dei trent’anni della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, Milano, 2000, p.51, secondo la quale “la l.675 si atteggia come un sottosistema legislativo volto a regolare ed a legittimare l’attività di soggetti che svolgono attività di raccolta ed elaborazione dei dati”; S.SIMITIS, Il contesto giuridico e politico della tutela della privacy, op.cit, p.575. 56 Ciò indica che la valutazione del legislatore, il quale non ha preso posizione sul dibattito libertà della/dalla informatica, evitando di fornire una definizione esplicita, rappresenta la volontà di evitare, anche in punto di tutela, una scelta definitiva nell’uno o nell’altro senso. 57 R. GALLI, Alcune note sulla Privacy, Foro Padano, 2000, parte seconda, p.121. V.FRANCESCHELLI, Art.3, in La tutela dei dati personali. Commentario alla legge 31 dicembre 1996, n.675, a cura di E.Giannantonio, M.G.Losano e V. ZENO-ZENCOVICH, op.cit., p.29 ss. 58 G. ALPA, La normativa sui dati personali, op.cit., p.719. 59 P.M.VECCHI, Art.1, in Commento della legge 675/1996 a cura di C.M. BIANCA e F.D. BUSNELLI, op.cit., p.241. 60 G.COMANDÈ, Art.11-12, in La tutela dei dati personali. Commentario alla legge 31 dicembre 1996, n.675, a cura di E.Giannantonio, M.G.Losano e V. Zeno-Zencovich, op.cit, p.133. 61 C.CAMARDI, Mercato delle informazioni e privacy. Riflessioni generali sulla l. 675/1996, op.cit., p.51.

Anteprima della Tesi di Serena Marzucchi

Anteprima della tesi: Il consenso al trattamento dei dati personali, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Marzucchi Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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