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Secondo la Suprema Corte la riservatezza è un diritto soggettivo, costituzionalmente garantito, perché ascrivibile ai valori riconosciuti ex art.2 Cost. 68 ed in esso trova il proprio fondamento normativo, senza, quindi, dover interpretare analogicamente le norme ordinarie; a queste spetta, invece, il compito di individuare gli effettivi strumenti di tutela. La Corte non manca di sottolineare che nell’inquadramento dei diritti della personalità 69 sposa la concezione “monistica” 70 , avendo l’accortezza di precisare che i vari diritti non sono che singoli aspetti della rilevanza che la persona, nella sua unitarietà, ha acquistato nel sistema della Costituzione. Trattasi, dunque, di diritti omogenei, essendo unico il bene protetto 71 . Dicendo di aderire alla teoria monistica, dovrebbe sostenere, quindi, che vi è un unico diritto della personalità, ma, contemporaneamente ribadisce l’esistenza di “vari diritti”, dotati tutti di propria autonomia, ancorché omogenei, stante l’unicità del bene oggettivizzato. 72 Con queste considerazioni la Suprema Corte si è sottoposta alle critiche di chi 73 ha ravvisato poca coerenza nel suo iter logico. Si è detto che se la Cassazione riconosce unitarietà al valore della persona, deve poi trarne la naturale conseguenza, cioè affermare l’esistenza di un unico diritto della personalità. Ma così non fa: nella medesima proposizione, infatti la Corte 68 La Corte sostiene, infatti, che la considerazione del diritto alla riservatezza quale diritto della personalità consente nel contempo di individuare il correlativo fondamento giuridico, ancorandolo direttamente nell’art.2 Cost.: inteso quale “clausola generale, aperta all’evoluzione dell’ordinamento e per ciò suscettibile di apprestare copertura costituzionale ai nuovi valori emergenti”. La pronuncia ricalca, sul punto, quanto già affermato nel 1996 a proposito dell’identità personale (Foro Italiano,1996, I, p.1262.). La Cassazione precisa, però, che la ricerca dei contenuti normativi che alla riservatezza si riferiscono deve essere compiuta operandosi sulle norme ordinarie. Il riferimento all’art.2 comporta che “l’interprete, nella ricerca degli spazi di tutela della persona, è legittimato a costruire tutte le posizioni soggettive idonee a dare garanzia, sul terreno dell’ordinamento positivo, ad ogni proiezione della persona nella realtà sociale.”, Diritto dell’informazione e dell’informatica, 1999, p.44. 69 L’espressione “diritti della personalità” viene solitamente attribuita a OTTO VON GIERKE, Deutsches Privatrecht, I, Leipzig, 1895. Nella dottrina italiana si segnalano, senza pretesa di completezza, A. DE CUPIS, I diritti della personalità, in Trattato di diritto privato diretto da Mengoni, IV, Milano, 1959 e 1982, p.32 ss.; D.MESSINETTI, Personalità (diritti della), in Enciclopedia del Diritto XXXIII, Milano, 1983, p.355; P.RESCIGNO, Personalità (diritti della), in Enciclopedi Giuridica Treccani, XXIII, Roma, 1989, p.1 ss.; E.ONDEI, Le persone fisiche e i diritti della personalità, Torino, 1965; V.ZENO-ZENCOVICH, Personalità (diritti della), Digesto delle discipline privatistiche, sez. civile, XIII, p.430 ss.; M.BESSONE-G.FERRANDO, Persona fisica (diritto privato), in Enciclodeia del Diritto, XXIII, Milano, 1983, p.193 ss., M.DOGLIOTTI, Le persone fisiche, in Trattato Rescigno, II, Torino, 1982 e 1991; P. PERLINGIERI, La personalità umana nell’ordinamento giuridico, Napoli, 1972. 70 Primo sostenitore fu A. DE CUPIS, op. cit., 1953. 71 Diritto dell’informazione e dell’informatica, 1999, p.44. 72 Sulla stessa linea si pone la recente sentenza della Corte di Cassazione, sez.III, del 10 maggio 2001, n.6507, in corso di pubblicazione, avente ad oggetto la lesione del diritto alla reputazione. 73 A.ORESTANO, La riservatezza ancora una volta in Cassazione: fondamento, contenuti e limiti all’indomani dell’entrata in vigore della l.675/1996 , in Danno e Responsabilità, 1998, p.869 ss.; precedentemente G.FERRI, Persona e privacy, in Persona e Formalismo giuridico, Rimini, 1985, p.241 ss., il quale sottolinea come l’adesione alla teoria unitaria implica che i vari aspetti della personalità espressamente considerati dal legislatore non vengano intesi quali autonomi oggetti di tutela.
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Informazioni tesi

  Autore: Serena Marzucchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Comporti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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