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La disciplina comunitaria dell'intermediazione finanziaria

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6 2. ALCUNE DEFINIZIONI Il regolamento del Consiglio della Comunità Europea n.2223/96, del 25/6/1996 (relativo al sistema europeo dei conti nazionali e regionali nella Comunità (5) ) –che intende assumere la “...funzione di quadro di riferimento per le norme, le definizioni, le classificazioni e le regole contabili comuni…”- definisce, nel capitolo 2 dell’Allegato A, l’intermediazione finanziaria come “l’attività con la quale una unità istituzionale (6) acquista attività finanziarie e al tempo stesso assume passività…per conto proprio effettuando operazioni sul mercato. Le attività e le passività degli intermediari finanziari presentano caratteristiche diverse, in quanto nel corso del processo di intermediazione finanziaria i fondi sono trasformati o rielaborati per quanto riguarda la scadenza, il volume, il rischio ecc.” La stessa fonte così prosegue sull’argomento: ”l’attività di intermediazione finanziaria consiste nel convogliare fondi da terzi che ne dispongono in eccedenza a terzi che non ne dispongono in misura sufficiente. Un intermediario finanziario non opera semplicemente come agente di tali altre unità istituzionali, ma si sottopone ad un rischio acquistando attività finanziarie e assumendo passività per conto proprio.” Viene altresì precisato che gli intermediari finanziari possono investire –purché non in modo esclusivo –i loro fondi in attività finanziarie, compresi i beni immobili. Il citato regolamento comprende altresì sotto la denominazione di “società finanziarie“ cinque sottosettori: - autorità bancarie centrali (7) - altre istituzioni finanziarie monetarie (8) (5) Può leggersi in Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee –in seguito: GUCE- n. L 310, del 30/11/1996. (6) L’unità istituzionale va intesa quale centro elementare di decisione economica caratterizzato da autonomia decisionale nell’esercizio della propria funzione principale nonché dal possesso di una contabilità completa qualora ne sia fatta richiesta). (7) Cioè “tutte le società e quasi-società finanziarie la cui funzione principale consiste nell’emettere moneta, nel garantirne il valore all’interno e all’esterno e nel detenere, in tutto in parte, le riserve internazionali del Paese.” Tale definizione –a parte il non chiaro riferimento alle quasi-società (organismi senza personalità giuridica che dispongono di una contabilità completa e il cui comportamento economico e finanziario si differenzia da quello dei proprietari)- concerne oggi le banche centrali dei Paesi della Comunità Europea che concorrono a formare il S.E.B.C. – Sistema Europeo di Banche Centrali, al cui vertice è posta la B.C.E. –Banca Centrale Europea, istituita l’1/6/1998. Come si vedrà, l’operatività del sistema avviene lungo due direttrici. (8) Si tratta di “tutte le società e quasi-società finanziarie operanti principalmente nel campo dell’intermediazione finanziaria, tranne quelle classificate nel sottosettore autorità bancarie centrali, la cui attività consiste nell’accettare depositi, e/o loro sostituti assimilabili, da unità istituzionali diverse dalle istituzioni finanziarie monetarie e nel concedere crediti e/o effettuare investimenti mobiliari per proprio conto”. Il testo in esame fa esplicito riferimento oltre che alle banche delle varie categorie agli altri organismi con qualche affinità operativa rispetto alle prime. Per una più puntuale definizione di banca si veda il testo.
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La disciplina comunitaria dell'intermediazione finanziaria

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Cristina Ferrero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Bianca Maria Farina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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