La società italiana e la Fiat negli anni della motorizzazione di massa

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9 Il piano, che si proponeva di individuare la direzione dello sviluppo e di definirne gli obiettivi, venne applicato solo in parte in quanto poco programmatico e senza una precisa base normativa; fu fin troppo pessimista anche nel pronosticare gli incrementi di alcuni importanti indicatori economici, i cui valori nel corso degli anni superarono le più rosee previsioni. 3 Dal Partito Comunista, uscito sconfitto dal confronto tra ideologie, sarebbe stato troppo aspettarsi qualunque supporto per costruire un mondo da esso sempre demonizzato come trionfo della disuguaglianza. Attendendo l’inevitabile crollo del sistema capitalista, la Sinistra avrebbe solo potuto cercare di limitarne i danni attraverso i sindacati, su un campo di battaglia che si profilava alquanto duro per le organizzazioni operaie. Per quanto riguarda la diffusione della motorizzazione privata, avrebbero certo preferito un mezzo di trasporto-simbolo diverso dall’idea di svago ed evasione che poteva evocare un’automobile propria. Valletta cercò comunque l’appoggio dei politici, almeno di quelli di cui aveva stima, e infatti divenne una sorta di appuntamento quello con il vagone letto del mercoledì sera da Torino a Roma, per incontrarsi con esponenti dei Ministeri o con il Presidente del Consiglio. 4 I contatti con la classe dirigente, i rapporti di stima reciproca o di aperto dissenso furono moltissimi e su più fronti; risultò sicuramente indigesta a molti la strizzata d’occhio di Valletta al partito socialista di Nenni; era infatti considerato inopportuno in un’Italia ancora così dipendente dagli aiuti americani, avere contatti con gli alleati dei comunisti; le società con un consiglio di fabbrica, espressione del corpo operaio, in mano per più di metà alla CGIL, si vedevano escluse dai sostegni del piano. 5 3 P. Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, Torino, 1989, p. 222 4 P. Bairati, Valletta, Torino, 1983, p. 162 5 Secondo Bairati, i rapporti di Valletta con comunisti e socialisti, al governo fino al maggio del 1947, si mantennero assidui anche in seguito, e fino all’acuirsi della guerra fredda, dapprima soprattutto attraverso i Consigli di Gestione ad orientamento comunista presenti in Fiat; furono poi la stima personale nutrita da Valletta per Nenni e la ricerca di un appoggio politico deciso per il rilancio della Fiat a far considerare al Presidente una svolta a sinistra che non avrebbe avuto luogo. Vedi ibid., p. 166

Anteprima della Tesi di Gaia Corazzari

Anteprima della tesi: La società italiana e la Fiat negli anni della motorizzazione di massa, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Gaia Corazzari Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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