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Lessico operistico

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15 Jacopo Peri (1561-1633) Dedicatoria e prefazione a Euridice, in particolare la parte Ai lettori, 1600: “(…) Giulio Caccini (detto Romano) il cui sommo valore è noto al mondo, fece l’ARIE d’Euridice et alcune del Pastore e Ninfe del Coro. (…) e questo perchè dovevano essere cantate da persone dependenti da lui” (in Solerti 1903, pag. 48). Anche qui il riferimento è alle musiche delle arie. Martello 1714: “E visto primieramente dove la forza, dove la tenerezza, dove i recitativi, dove l’ARIE più convenissero; dove il soprano, dove il basso, dove il contralto e il tenore per la legatura ed intrecciamento di una perfetta armonia dovessero fare maggior figura.” (pag. 278-9). Qui, invece, l’autore si riferisce all’aria come elemento fondamentale del melodramma. Gian Vincenzo Gravina (1664-1718) Della Tragedia 1715: “Nei ridicoli drammi del presente, infimo teatro distinguiamo il recitativo da quello che chiamiamo ARIE.” (PM 1994, pag. 9). Ancor più evidentemente, qui si tratta dell’aria del melodramma, contrapposta, “classicamente”al recitativo; la dicotomia fra le due forme è molto antica; come detto l’aria sanciva un momento di stallo dell’azione e di approfondimento psicologico e sentimentale, mentre al recitativo erano legati lo svolgersi degli avvenimenti e la loro coerenza logica. Marcello 1720: “Se i metri dell’ARIE non piacessero al maestro di musica, gli cambierà subito, introducendo ancora nell’ARIE a capriccio del medesimo: venti, tempeste, nebbie, Sirocchi, Greco Levante, Tramontana, etc. Molte delle ARIE dovranno essere lunghe a segno che alla metà di esse non si ricordi più del principio.” (pag. 28). Anche qui la parola è considerata relativamente al melodramma; l’autore polemizza con la tendenza ad allungare a dismisura le arie musicali e gli slanci lirici fino a generare fastidio ed insofferenza. Raniero Calzabigi (1714-1795) “Dissertazione sulle poesie drammatiche del signor Abate Pietro Metastasio”, 1755: “… ne avvien che i recitativi francesi odorano molto delle loro ARIE, e le loro ARIE de’loro recitativi.” (Bonomi 1998, pag. 233).
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Lessico operistico

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Informazioni tesi

  Autore: Annamaria Novero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: VittorioColetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

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Parole chiave

contralto
melodramma
musica
soprano
tenore
giuseppe verdi
opera lirica
linguaggio della musica

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