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Radio Radicale e RadioRadicale.it: due strategie comunicative convergenti

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5 Durante la II guerra mondiale l’uso informativo e propagandistico della radio trova la sua apoteosi, con lo sforzo dei Governi e dei Regimi nel controllare l’opinione pubblica nel delicato momento di un evento bellico e per, emblematico il caso di Radio Londra, influenzare e informare anche le popolazioni degli stati avversari 6 . Con la fine della guerra, la nascita della Televisione 7 , vista da subito come evoluzione della radio e potenzialmente capace di farne cessare l’esistenza, dà un colpo durissimo al primato della radio, sia nell’ambito dell’intrattenimento che nell’ambito informativo. La Tv non solo sostituisce la funzione di “aggregante familiare” della radio, ma acquista nel cuore e nell’immaginario degli italiani il primato di mezzo di comunicazione rappresentativo dell’epoca di rinascita economica del Paese. Se la radio necessita di un sforzo cognitivo aggiunto nel ricostruire le “immagini verbali” 8 , la Tv con la “evidenza” delle immagini permette una fruizione meno “faticosa” e consente una rappresentazione del reale più chiara e manifesta: ciò decreta l’abbandono della radio da parte di una fetta molto ampia di popolazione fino al significativo sorpasso del 1964, quando gli abbonati del piccolo schermo superano quelli della radio; anche se “ la diffusione del rito e della cultura televisiva era decisamente più ampia, con la visione collettiva di programmi televisivi nei bar, nei circoli, a casa di parenti ed amici. Il fascino della Tv supera immediatamente quello della radio” 9 . La radio perde così anche la sua funzione di medium addetto ad informare la popolazione: la Tv, pur diventando mezzo sempre più di intrattenimento in relazione anche ad una società in rapida evoluzione sociale e di costume, detronizza la radio dalla sua funzione di principale bollettino quotidiano informativo. Il classico giornale radio, coincidente con i pranzi e le cene degli italiani, è spodestato dai telegiornali: la radio perde il primato delle fasce orarie 13/13.15, 20/21, orari che, in una logica di ascolto collettivo e familiare, rappresentavano il momento di massimo ascolto. La radio sembra destinata a essere messa per sempre in soffitta: la mancanza delle immagini, soprattutto nell’informazione, sembra essere un handicap troppo forte per poter far concorrenza alla Tv. 1.2 Reinvenzione e Rinascita: nuova fruizione, nuovi fruitori. La radio cerca di reagire. “Seppe trasformare in punti di forza le proprie debolezze” 10 : l’invenzione del transistor e la progressiva miniaturizzazione trasformano la radio da mobile d’arredamento nei salotti, a moderno accessorio nelle camere da letto dei ragazzi. Ma soprattutto la radio esce dalle case, finendo negli uffici, nelle automobili, nelle tasche degli ascoltatori. 6 Anche nella recente Guerra in Afghanistan, si propose di istituire una Radio Libera per informare la popolazione e far cadere il regime afgano. Inoltre uno speciale dipartimento della Cia ha allo studio l’istituzione di una sorta di syndication di Radio Libere di controinformazione da sviluppare in paesi con un regime non democratico. 7 Le trasmissioni televisive in Italia ebbero inizio il 3 gennaio 1954. Venne trasmessa un’opera teatrale. 8 Joshua Meyerowitz, Oltre il senso del luogo. Come i media elettronici influenzano il comportamento sociale Bologna, Baskerville 1993, citato in Menduni, op.cit. 9 Da Scaglioni, op.cit. pag 116 10 Menduni, op.cit. pag. 18
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Informazioni tesi

  Autore: Simone Carlo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2001-02
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Enrico Menduni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

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