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L'avvento del fascismo attraverso le pagine del ''Corriere della Sera'' (1919-1925)

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3 personaggio di grandissima statura. Quest’uomo era Luigi Albertini. Egli era entrato al “Corriere” nel 1896 come segretario di redazione e ne divenne il direttore nel 1900, prendendo in mano l’eredità ideale del fondatore, Eugenio Torelli Viollier. Albertini oltre ad essere stato un grande giornalista, fu uno dei più influenti uomini politici italiani di inizio secolo. Di salde convinzioni liberali e senatore dal 1915, egli fu tra i principali protagonisti della battaglia politica che portò l’Italia all’intervento nella prima guerra mondiale. Le sue opinioni, venissero espresse dallo scranno senatoriale o dalle colonne del “Corriere”, erano tra le più ascoltate dalla classe dirigente dell’epoca proprio perché egli stesso faceva parte di questa classe in una posizione non secondaria. Il “Corriere” quindi orientava, e allo stesso tempo rappresentava, gli umori di buona parte dei detentori del potere politco-economico in Italia. Esso rappresenta, quindi, un osservatorio privilegiato per capire come la borghesia italiana percepì gli avvenimenti legati alla nascita e all’avvento del fascismo e può aiutarci a comprendere meglio le motivazioni che stettero dietro all'atteggiamento dei politici e degli imprenditori dell’epoca di fronte alle vicende dei Fasci di combattimento. Nelle pagine che seguono si è scelto di far parlare quanto più possibile gli articoli del giornale, siano essi commenti, resoconti di fatti di cronaca o sunti di discussioni parlamentari e di discorsi politici. Non sono infatti solo le opinioni espresse nei commenti che fanno luce su quali fossero le linee guida del “Corriere”, ma è anche dal tono delle corrispondenze, dai titoli degli articoli della cronaca, dal rilievo dato a certe notizie a scapito di altre che si può far luce sulla direzione verso cui il quotidiano milanese orientava il proprio cammino. Per capire meglio le vicende di cui ci si occuperà è stato necessario consultare i risultati delle ricerche cui i migliori storici contemporanei sono giunti, sia per quanto concerne l’avvento del fascismo sia per quanto concerne la storia del “Corriere della Sera”. In questo senso sono stati particolarmente preziosi i diari e l’epistolario di Luigi Albertini. Il punto di partenza di questo studio è il 1919, anno in cui vennero fondati a Milano i Fasci di combattimento. Il punto d’arrivo é il 1925, anno in cui Luigi Albertini venne definitivamente estromesso dal “Corriere della Sera”. Dopo quella data il “Corriere” perse anche la libertà di giudizio che gli era stata consentita fino ad allora e venne
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L'avvento del fascismo attraverso le pagine del ''Corriere della Sera'' (1919-1925)

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Pezzimenti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Ada Gigli Marchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

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