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Il cellulare come media della comunicazione: in principio era solo voce

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9 research tout court, in cui i destinatari ultimi sono elementi decisamente attivi e propositivi. Certo che se pensiamo alle origini degli studi sulla comunicazione, troviamo imprescindibile il concetto di comunicazione di massa e di cultura di massa, con toni senz’altro critici nei confronti dell’uno e dell’altra. Il termine “comunicazione di massa” viene coniato intorno al 1930, e probabilmente la definizione migliore di cosa sia, è stata data dal sociologo Denis McQuail 6 . La società di massa viene vista già nell’800, nel periodo legato alla rivoluzione industriale, come un processo sociale il cui sforzo è teso ad un processo democratico che faccia perdere quei benefici esclusivi, da sempre appannaggio delle elites, e si riferisce al tipo di relazione che intercorre tra gli individui e l’ordine sociale in cui vivono. Le teorie sociologiche presuppongono che in una società di massa gli individui vivano in una condizione di isolamento psicologico rispetto agli altri, che l’interazione tra di loro sia basata su dinamiche impersonali, ed infine, che siano relativamente liberi da obblighi sociali vincolanti. E’ evidente il concetto negativo della massa, visto principalmente come un impoverimento più che un arricchimento, dal momento che va significativamente ad erodere un sistema basato su uno status quo, apportando la forza disgregante del nuovo elemento sociale. Questa tensione sociale, sotto il profilo politico, sfociò, inevitabilmente, nei regimi totalitari, che innescheranno poi i due conflitti bellici. Se la società di massa è una minaccia destabilizzante, gli individui che ne fanno parte sono quindi anonimi e senza giudizio: “la massa è il giudizio degli incompetenti, è tutto ciò che non valuta se stesso mediante ragioni speciali, ma che si sente come tutto il mondo e non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri” secondo Ortega y Gasset 7 . 6 “Che cos’è la comunicazione di massa? Quel che la gente pensa che sia”, op. cit. p.28. 7 Josè Ortega y Gasset, La ribellione delle masse, 1930, tr.it. 1962, Il Mulino. Tratto da Teorie delle comunicazioni di massa di Wolf, pag. 18.
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Il cellulare come media della comunicazione: in principio era solo voce

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Mei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Relatore: Pietro Favari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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