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Ambiente costruito e salute: inquinamento negli ambienti confinati

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Introduzione Alla fine degli anni ’60 nell’Europa centrale, dove la pressione industriale si è manifestata prima con i suoi effetti collaterali, la riconsiderazione dei processi edilizi in una prospettiva ambientalista ha portato alla creazione della Baubiologie, letteralmente “biologia del costruire”, da cui è nata in Italia la bioarchitettura. All’articolo 2 dello Statuto INBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) si legge: “ Si definisce Bioarchitettura la disciplina progettuale che attua e presuppone un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ambientale. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse, la Bioarchitettura tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali. Ciò al fine di realizzare un generalizzato miglioramento degli standard qualitativi della vita attuale e futura. Ripensare all’ambiente costruito e a quello da costruire “secondo Natura”, dunque, richiederà il contributo di più specialisti e la convergenza di expertise che potranno esser fornite solo da gruppi di progettazione integrata. Quale può essere la ragione del prefisso “bio”? Come ha detto l’arch. Ugo Sasso, presidente dell’INBAR, nella conferenza stampa tenutasi a Roma il 24 Maggio 1996: “Se l’architettura degli ultimi 30-40 anni non avesse generato mostri nelle nostre periferie, se non avesse creato questi luoghi così aggressivi e disumani, non ci sarebbe bisogno di chiamarla bioarchitettura. L’architettura deve tornare ad essere la casa dell’uomo; con questo non si vuole certo un anacronistico ritorno a sistemi costruttivi superati, ma neanche lo spettacolo di quartieri costruiti l’altro ieri e già fatiscenti per problemi di umidità, lesioni, distacchi, infiltrazioni; no ad improbabili nostalgie di casette nel verde (del resto il territorio è un bene preziosissimo da salvaguardare), ma neanche torri alienanti e quartieri dormitorio.
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Ambiente costruito e salute: inquinamento negli ambienti confinati

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Informazioni tesi

  Autore: Carmela Paola Ciavarella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Giovanni Guazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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bioarchitettura
bioclimatica
bioedilizia
ecocompatibilità
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