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Il problema dei rapporti tra i testi di Qumran e il Vangelo di Giovanni: un bilancio alla luce degli studi più recenti

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Nel frattempo i Beduini, che avevano continuato ad esplorare la zona, nell’estate del 1951 scoprirono nuove grotte in una località diversa (il wadii Murabb’ât che da Betlemme arriva al Mar Morto vicino ad Engaddi), ma la notizia però venne divulgata solo mesi più tardi e finalmente la spedizione archeologica che si occupava delle rovine di Qumrân cominciò nel marzo del ‘52 a scavare sistematicamente la zona (il sito di 1Q venne scoperto grazie ad un ufficiale belga dell’Onu e sottratto al saccheggio dei Beduini nel gennaio del ‘49: solo allora il Department of Antiquites of Jordan con l’Ecole Biblique et Archeologique Française di Gerusalemme e il Palestine Archeological Museum iniziarono vere e proprie esplorazioni) (7). Le operazioni di ricerca erano ancora in corso quando i Beduini trovarono una seconda grotta (2Q) nella zona di Qumrân e i tre enti (giordano, israeliano e palestinese) preposti alle ricerche intensificarono i lavori ed esplorarono la nuova zona rinvenendo una numerosa serie di grotte. Ne furono rinvenute 267 (8), ma solo una (3Q) aveva fornito un rotolo di rame. Poi le esplorazioni vennero sospese, ma i Beduini, avendo ormai capito perfettamente il meccanismo che li faceva arricchire con poco sforzo, grazie all’enorme interesse che i Rotoli esercitavano, continuarono a cercare e ottennero buoni risultati: nel settembre 1952 scoprirono la grotta 4, detta grotta della pernice (9), ricchissima di oltre 25.000 frammenti che vennero messi subito sul mercato. Per frenare questa enorme dispersione le autorità di Gerusalemme ricorsero all’intervento di varie istituzioni per riuscire a raccogliere le ingenti somme richieste dai Beduini (10). Équipe internazionali - ne facevano parte studiosi del calibro di Milik, P.W.Skehan, F.M. Cross, J.M. Allegro, J. Starcky, J. Struguell, C.H. Hunzinger molti dei quali scrissero poi dei resoconti da me presi in esame - cominciarono a lavorare sul materiale già ritrovato e continuarono a cercare nuove grotte. Nel ‘55 vennero trovate altre quattro grotte numerate dal 7 Q al 10 Q non eccessivamente ricche di manoscritti. Ma l’opera dei Beduini, disastrosa per certi versi ma di grande aiuto per altri, continuò e nel 1956 venne scoperta un’altra grotta pregevole per importanza e per integrità quasi quanto la 1 Q: era la 11 Q che a quanto pare, a parte smentite future, risulta tuttora l’ultima della zona. Oggi tutti i manoscritti di Qumrân (11), tranne quel che è stato saccheggiato dai Beduini, si trovano a Gerusalemme. Una parte nel Museo di Stato Israeliano, (nel cosiddetto
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Arruzza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Cesare Mmagazzù
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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Parole chiave

manoscritti
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