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La costruzione simbolica del nemico nella comunicazione politica

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12 dinamici che interessarono l’epoca come le migrazioni, l’urbanizzazione, la divisione del lavoro. Contemporaneamente furono individuati come fenomeni di massa i processi che accompagnarono la formazione del proletariato industriale, l’ascesa delle classi piccolo borghesi e gli eventi che ne conseguirono. Oggi si può generalmente affermare che la massa è un insieme di individui che tende a manifestare uguali comportamenti e uguali atteggiamenti che -a detta di H. Blumer- sono dettati dalla “convergenza di linee di azioni individuali che come risposta a bisogni e interessi propri si concentrano su qualcosa che è però al di fuori dell’esperienza individuale dell’individuo” 3 . I molteplici studi che si sono succeduti possono essere ricondotti essenzialmente a due grossi filoni: quello facente capo a Gustav Le Bon e quello facente capo alla scuola marxista. Il primo concentra la propria attenzione sull’uniformità del comportamento riscontrabile nella massa, il secondo propone una interpretazione in chiave progressista del concetto di massa, dando una lettura che respinge gli elementi negativi della prima interpretazione. 4 3 Cfr. Blumer, H. - The Mass, the Public and Public Opinion, tr. It. in Livolsi, Marino (a cura di) - Comunicazione e cultura di massa - Milano, Hoepli, 1969. 4 L’analisi di Le Bon si sofferma sull’aspetto dell’uniformità del comportamento, dettato, a suo dire, non dalla vicinanza fisica tra individuo e individuo, quanto da un vero e proprio annullamento dell’individualità di soggetti che si “modificano” in massa ed assumono atteggiamenti non razionali rispondenti ad istinti immediati ed incontrollabili. L’interpretazione marxista rilegge in chiave progressista la massa, respingendo le connotazioni negative e irrazionali suggerite da Le Bon, per considerare che proprio coloro che sono al centro delle contraddizioni del sistema capitalistico non cercano gli esiti della loro condizione di sfruttati in una espressione emotiva, poiché solo in tale condizione maturano la coscienza della propria forza. Le masse, intese come proletari sfruttati ed ancora incapaci di una vera e propria mobilitazione sociale e politica, trovano nella coscienza di classe la condizione della loro emancipazione sociale. La scuola di Francoforte si inserirà in questo filone, aggiungendo che nelle società del ‘900 a capitalismo avanzato, le masse, pur avendo raggiunto un elevato grado di emancipazione sociale e preparazione culturale, sottostanno pur sempre ad un elevato grado di alienazione per via delle pressioni esercitate da coloro che detengono il potere economico e politico, mediante i mezzi dell’industria culturale.
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La costruzione simbolica del nemico nella comunicazione politica

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Di Pietrantonio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gloriapirzio Ammassari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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Parole chiave

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