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Politica e militanza: le riviste cinematografiche negli anni Settanta

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5 registi che compiono gli esperimenti più avanzati, non interessa soltanto fornire una fenomenologia della crisi dell’individualismo, nel venir meno dei valori della coscienza morale collettiva; attraverso l’indagine introspettiva, essi intendono raggiungere una verità sociale, su cui portare fermo giudizio. Naturalmente bisogna tenere conto che esisteva una situazione politica, sociale ed economica nell’Italia che si avviava all’esperienza dei governi del centro-sinistra; situazione che favorì l’affermazione di una nuova schiera di nuovi autori pronti a ristabilire un rapporto arduo, critico, provocante, tra i film e il pubblico. Gli esordienti, come suaccennato, non dichiarano guerra al cinema dei padri: le forme, le macro e microstrutture del racconto mutano senza una logica antagonistica rispetto al neorealismo. La modificazione del campo oscilla, con un andamento pendolare, tra il significante e il significato, favorendo ora l’uno ora l’altro, nel senso di ricorrere a temi noti dando loro una nuova veste significante, o viceversa. Abbiamo quindi un gruppo di nuovi autori che adottano la koinè neorealista, ne capovolgono la nozione di punto di vista e non rivelano alcun legame operativo al proprio interno. Gli esordi di Pasolini, Ferreri, Petri, Olmi, De Seta, Damiani, De Bosio, Wertmüller, Taviani, ma anche registi al secondo o terzo film come Rosi, Loy, Pontecorvo, non escludono, nella spinta verso il nuovo, la perdita di contatto con lo sfondo conosciuto. Rispetto a questi registi, le mosse di Antonioni, di Fellini, e, dopo qualche tempo, anche di Rossellini appaiono ancora più irregolari: in questi tre autori, gli elementi innovativi prevalgono su quelli conservativi, senza peraltro che la nozione di narratività sia messa in discussione. Vi è da precisare che questa “nuova ondata” italiana, negli iniziali anni Sessanta, non è il punto d’approdo di un autentico dibattito culturale, piuttosto un’iniziativa precipuamente produttiva. Manca una vera e propria dinamica
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Politica e militanza: le riviste cinematografiche negli anni Settanta

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Brucker
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Cosimo Ceccuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 423

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cinema
storia del giornalismo
cinema italiano
critica cinematografica
riviste cinematografiche
cinema politico
cinema militante

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