Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Correnti iperconcentrate in ambiente montano: aspetti modellistici

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Debris flows e territorio montano 1.8 I vantaggi dei modelli idrologici sono molteplici, e, tra questi, possono qui essere ricordati: - la possibilità di una implementazione sulla base di una limitata quantità di dati (serie storiche delle piogge, ubicazione e data degli eventi di mobilizzazione storici); - la formulazione matematica traibile da teorie note e documentate (teoria dei segnali, analisi spettrale, analisi statistica delle serie storiche); - l’utilizzo dell’approccio anche in sede previsionale o di pianificazione degli interventi; - la possibilità di effettuare un’analisi del fenomeno senza la necessità di dettagliate conoscenze circa i processi fisici in gioco. Allo stesso tempo si possono riscontrare i seguenti svantaggi: - la non automatica trasferibilità dei modelli, che devono essere sempre sottoposti a verifica, essendo spesso legati a particolari tipologie di mobilizzazione e di suoli; - il significato fisico dei parametri non sempre conseguibile, essendo questi ottenuti attraverso processi di ottimizzazione e, conseguentemente, di determinazione indiretta; - la limitata utilità nella descrizione dei reali processi fisici in gioco; - l’impossibilità di simulare l’effetto di interventi antropici. MODELLI COMPLETI DI VERSANTE. Con modelli completi di versante si indicano quegli approcci realizzati tramite la modellizzazione dei principali fenomeni fisici coinvolti nel processo, che lega le precipitazioni meteoriche alla mobilizzazione dei terreni. Tali modelli si propongono di riprodurre matematicamente e, spesso, con diverso grado di dettaglio, i fenomeni fisici che avvengono sui pendii (si veda ad esempio BIANCO & FRANZI, 2000b). In particolare vengono modellati il processo di infiltrazione delle piogge, il processo di ricarica e di esaurimento degli acquiferi, il ruscellamento superficiale. A questi modelli è necessario associare un secondo modello che, una volta valutato l’effetto delle piogge sui deflussi superficiali e su quelli sotterranei, associ a quest’ultimo un’analisi della stabilità di versante. All’analisi delle cause all’origine della formazione delle colate di detrito e alla conseguente definizione delle condizioni in cui gli eventi possono generarsi ed eventualmente alla loro ricorrenza, è logicamente connessa anche l’intensità dell’evento di colata di detrito (intesa come la combinazione della sua durata, dei volumi liquido-solidi coinvolti, dell’idrogramma solido- liquido), anche se la connessione tra causa pluviometrica ed effetto non può essere facilmente dedotta a prescindere dalle singole realtà locali. Al momento non esistono in letteratura modelli di tipo black box che correlino l’intensità dell’evento pluviometrico all’intensità dell’evento di colata sul conoide. Dedotte le condizioni di innesco di colate di detrito in un bacino che ne è potenzialmente soggetto, lo studio della tipologia del fenomeno e la previsione delle sue caratteristiche dinamiche sono gli strumenti indispensabili per una corretta progettazione delle opere di difesa.

Anteprima della Tesi di Luca Franzi

Anteprima della tesi: Correnti iperconcentrate in ambiente montano: aspetti modellistici, Pagina 9

Tesi di Dottorato

Dipartimento: DITIC

Autore: Luca Franzi Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1482 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.