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La contrattazione collettiva europea

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Come avremo modo di esaminare successivamente 20 , è in questo periodo che finalmente i temi di politica sociale assumono una loro forza formale sulla ribalta europea. Il Protocollo di Maa- stricht è infatti «il primo documento comunitario pienamente consapevole della necessità di privilegiare il terreno dei rapporti collettivi» 21 . Salta subito all’occhio che l’obiettivo della «coesio- ne economica e sociale», rinvenibile già nell’art. 130A dell’Atto Unico, assume qui la dignità di obiettivo primario, con lo scopo specifico di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni 22 . 20 In questa sezione della ricerca, di taglio storico-introduttivo, non verrà infatti approfondi- to il presente argomento, che sarà invece analizzato con dovizia successivamente (infra, capitolo III), insieme alle variazioni subite dallo stesso APS con l’incorporazione nel Trat- tato di Amsterdam. A questo punto, sono necessarie alcune precisazioni: come facilmente intuibile, il materiale a disposizione sull’argomento è vastissimo, fatto che giustamente rispecchia l’importanza delle innovazioni introdotte a Maastricht in questo ed altri campi. Nella nostra ricerca si è scelto di privilegiare una lettura esclusivamente indirizzata all’analisi delle novità nel cam- po della contrattazione collettiva e non già della politica sociale nelle sue accezioni più am- pie. Sono peraltro disponibili autorevoli commenti che analizzano approfonditamente entrambi i fenomeni. Fra gli altri, l’ottima raccolta di LETTIERI – ROMAGNOLI (a cura di), La con- trattazione collettiva europea, Ediesse, Roma, 1998; inoltre, ROCCELLA – TREU, Diritto del lavoro della Comunità Europea, CEDAM, Padova, 1995; SIMITIS, Europeizzazione o rinazionalizzazione del diritto del lavoro?, Dir. Lav. Rel. Ind., 1994, 639; GUARRIELLO, Ordinamento comunitario e autonomia collettiva. Il dialogo sociale, Angeli, Milano, 1992; SCHNORR, I contratti collettivi in un’Europa integrata, Riv. It. Dir. Lav., 1993, I, 319; A.I.D.LA.S.S, Il dialogo fra ordinamento comunitario e ordinamento nazionale del lavoro, Giuffrè, Milano, 1994; AA. VV., Protocollo sociale di Maastricht: realtà e prospettive, Not. Giur. Lav., 1995, supplemento n. 12. 21 ZILIO GRANDI, Parti sociali e contratto collettivo nell’Unione Europea, Giappichelli, Torino, 1998, 15. 22 Da sottolineare come ora le possibilità di intervento nella rinnovata configurazione delle competenze comunitarie spaziano dalla politica sociale vera e propria all’istruzione e for- mazione professionale, dalla gestione del Fondo Sociale Europeo (FSE) alla cultura, dalla protezione sociale ed ambientale alla promozione della ricerca, della cooperazione e della diffusione delle informazioni.
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La contrattazione collettiva europea

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Burchi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in diritto europeo
Anno: 2000
Docente/Relatore: Giuseppina Bizzarri
Istituito da: Università degli Studi di Teramo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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