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Il rapporto tra l'io e gli altri in Heidegger e Sartre

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di aver coscienza di se stesso come coscienza, come cogito, agli oggetti-in-sé tale autocoscienzialità è preclusa. Una pietra, per esempio, non può aver coscienza di esser pietra. “Ma se l’essere è in sé, vuol dire che non rimanda a sé, come «la» coscienza di sé; questo sé, lo è esso stesso” 21 . Carattere primario dell’essere-in-sé è dunque quello di essere strutturalmente un essere acoscienziale. In secondo luogo, l’essere-in-sé è ciò che è. “…l’essere-in-sé è opaco a se stesso precisamente perché è ricolmo di se stesso. Questo fatto lo esprimeremo dicendo che l’essere [in-sé] è ciò che è” 22 , è pienezza d’essere, coincidenza con se stesso. Proprio in quanto gli enti-in-sé sono acoscienziali, essi sono infatti privi di quella fessura intracoscienziale, di quel nulla d’essere che insinua nel per-sé una dualità (come visto, è in tal senso che il per-sé non ha la pienezza d’essere propria dell’in-sé). E, soprattutto, gli enti-in-sé sono dotati di una natura determinata, fissata una volta per tutte e immodificabile. Essi non possono farsi da sé, ma riposano nella loro essenza senza poter decidere autonomamente del loro essere (come accadeva invece per il per-sé). Una pietra, ad esempio, non può decidere di mutare la propria natura di pietra (anche in tal senso Sartre dice che l’essere-in-sé è ciò che è, essendo dato una volta per tutte, senza alcuna possibilità di essere modificato). Ora, dal confronto tra i caratteri che Sartre attribuisce al per-sé e all’in-sé si può comprendere come il suo discorso intorno a questi due tipi di essere sia sostanzialmente riconducibile a due poli essenziali. In primo luogo il per-sé, diversamente dall’in-sé, ha un essere coscienziale. In secondo luogo, mentre gli enti- in-sé hanno una natura fissata una volta per tutte e non modificabile, gli enti-per-sé, ovverosia gli individui umani, hanno un essere che essi stessi possono determinare attraverso il loro agire. Detto ciò, è opportuno a questo punto fare alcune precisazioni. Innanzi tutto, l’essere- in-sé e l’essere-per-sé sono delle contingenze ingiustificabili. Non si può cioè risalire, tramite il raziocinio, alla causa ultima del loro sorgere, non si può spiegare perché 21 L’essere e il nulla, trad. cit., p.32. 22 Ibidem.
Anteprima della tesi: Il rapporto tra l'io e gli altri in Heidegger e Sartre, Pagina 10

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Il rapporto tra l'io e gli altri in Heidegger e Sartre

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Mallica
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Maria Teresa Marcialis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

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