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L'Accademia Nazionale e altre aperture teatrali in Italia nel secondo decennio del fascismo

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7 Introduzione Nel corso degli anni trenta il regime fascista consolidò la propria influenza nella società civile, operando, come in altri settori, anche in campo teatrale secondo linee di deciso intervento pubblico, in senso autoritario e a tutti i livelli: organizzativo, legislativo, economico ed artistico. Pur nella sostanziale assenza di un disegno di sviluppo organico, il mutamento di strategia intrapreso dallo Stato rispetto alla tradizionale assenza dei precedenti governi liberali, impresse una decisa svolta strutturale alle vicende sceniche nazionali, determinando il passaggio ad un nuovo sistema teatrale. La particolare attenzione con cui ogni aspetto del processo lavorativo, dai calendari delle stagioni alla censura, dalla selezione delle compagnie al sistema delle sovvenzioni, fu pianificato e controllato a livello centrale secondo gli intendimenti di istituzioni di recentissima creazione, come la Corporazione dello Spettacolo e la Direzione generale del Teatro, rappresentò appunto una novità assoluta per un settore artistico da sempre affidato all’iniziativa privata. Fino a tutti gli anni venti la vita teatrale era regolata secondo criteri organizzativi tipicamente preindustriali, di stampo ottocentesco: vi agivano infatti le compagnie semi-familiari, disciplinate nella loro organizzazione dalle consuetudini della tradizione. I caratteri principali di tali formazioni, descritti efficacemente da Sergio Tofano nel suo libro Il teatro all’antica italiana, erano il nomadismo, dovuto alla continua ricerca di nuovi mercati, la ricomposizione dei gruppi artistici su scadenze triennali, l’omogeneità dei repertori tra compagnia e compagnia e, infine, la genericità dei corredi scenici e dei costumi, da cui il rischio frequente di superare i limiti della cosiddetta “guitteria”. 1 Tipico modello recitativo era quello del “grande attore”, per cui l’interprete, posto al centro dello spettacolo, professava il primato del personaggio ai danni del testo drammatico, il quale veniva trasformato e rimodellato per esaltare la sua performance attorica. Il metodo di 1 Cfr., Sergio Tofano, Il teatro all’antica italiana e altri scritti di teatro, (a cura di Alessandro Tinterri), Roma, Bulzoni, 1985.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Morselli

Anteprima della tesi: L'Accademia Nazionale e altre aperture teatrali in Italia nel secondo decennio del fascismo, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Morselli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.