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Personale in esubero in azienda

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ricollocamenti con ricorso a circuiti preferenziali. I problemi occupazionali dovevano essere risolti con una mobilità interna, che imponeva la costituzione di un nuovo rapporto di lavoro in un’altra impresa necessitante di manodopera. La mobilità interna, però, nella maggior parte dei casi, non si è mai verificata: i lavoratori eccedenti mantenevano un rapporto di lavoro meramente fittizio con l’impresa, usufruendo quindi a tempo indeterminato del sistema garantista- assistenziale della CIG, i cui notevoli costi gravavano sull’intera collettività, a scapito dell’eventuale successivo inserimento occupazionale. L’utilizzo di questi sistemi ha realizzato quindi effetti perversi, che hanno portato allo snaturamento del disegno legislativo (L.n.675/1977). Si giunge ad una vera e propria disciplina del licenziamento collettivo, con la L.n.223 del 1991, in cui confluiscono gli accordi interconfederali, del 1950 e del 1965 6 ,che rappresentano la maggior parte della normativa generale; la normativa negativa contenuta in diverse leggi, come l’art.11 della L. n. 604 del 1966, per cui “ la materia dei licenziamenti collettivi per riduzione di personale è esclusa dalle disposizioni della presente legge”; nonchè i principi di derivazione giurisprudenziale, consolidatisi, sia pure con molte incertezze, nel corso degli anni 7 . Bisogna inoltre ricordare che con questa legge lo Stato italiano ha finalmente assolto l’obbligo, impostogli dalla Direttiva Comunitaria dal 1975 8 , che imponeva un’armonizzazione delle legislazioni nazionali degli Stati Membri per quanto riguarda, appunto, la disciplina dei licenziamenti collettivi. Queste disposizioni sono state successivamente modificate ed integrate da leggi e decreti legge successivi, volti all’adeguamento Il licenziamento collettivo, aveva assunto la connotazione di scelta politicamente e socialmente sconveniente 9 , in confronto all’alternativa di una prosecuzione, anche se solo formale, del rapporto di lavoro, i cui costi venivano quasi interamente addossati alla collettività. A fronte di questa situazione degenerativa divenuta 6 vedi infra cap.I 7 U. Carabelli in “Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali”n62,1994 ,2 8 per la mancata attuazione di essa l’Italia si era meritata due condanne in sede comunitaria. Per una dettagliata spiegazione, si veda infra cap.I 9 E limitando il potere del datore di lavoro di procedere a riduzioni di personale: si veda in argomento MONTUSCHI “Mobilità e licenziamenti: i primi appunti ricostruttivi ed esegetici in margine alla L.223 del 23 luglio 1991 in RIDL, 1991, I, 413 e ss., spec.421.

Anteprima della Tesi di Laura Profeta

Anteprima della tesi: Personale in esubero in azienda, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Profeta Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

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