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A scuola da Aspasia: uomini e donne tra retorica e politica nell'Atene del V secolo a.C.

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1) Egli esclude che Aspasia sia stata giudicata sulla base del decreto di Diopite che colpiva , come abbiamo visto, i casi di comportamento irreligioso 47 , per due ragioni. Da una parte, chi intentava un'accusa che non venisse poi confermata dai tribunali si esponeva ad una forte multa, e, in caso di insolvenza, alla pena dell'atimìa 48 (perdita dei diritti politici), e non risulta che Ermippo sia incorso in questa punizione, pur essendo stata assolta Aspasia. Dall'altra,egli argomenta, il decreto di Diopite era inapplicabile ai meteci residenti in Atene poiché l'accusa di non credere negli dei della città non poteva essere rivolta a persone non tenute al culto degli dei poliadi. Egli rifiuta anche di considerare reale l'accusa di proagogheia, in quanto tutte le testimonianze concordano nel riferire un rapporto particolarmente felice e passionale tra lei e Pericle 49 , difficilmente conciliabile con un giro di prostituzione a casa dello statista orchestrato dalla milesia. 2) Montuori ritiene invece che il reato contestato ad Aspasia fosse quello di medismo, ossia cospirazione politica a favore della Persia, nel tentativo di instaurare in Atene un clima favorevole al ritorno della tirannide.L'affluenza in Atene e la benevola accoglienza che Pericle assicurava a personaggi come Anassagora di Clazòmene, Damone di Oa, Protagora di Abdera, Erodoto di Alicarnasso, Ippocrate di Cos, Parmenide e Zenone di Elea, Prodico di Ceo, Ippia di Elide, Ippodamo e Aspasia di Mileto, lasciava perplessi i cittadini-opliti della classe media, i veri protagonisti delle guerre persiane che impersonavano i valori civici di Maratona e Salamina; essi vedevano ora abbassarsi il livello di diffidenza e aumentare la curiosità verso un ambiente geograficamente e culturalmente più vicino al nemico, portatore di idee nuove, cosmopolite, ma politicamente sospette. 3) La dottrina di Anassagora (monismo) sulla supremazia di un solo ente, il Nous, come principio ordinatore di tutto l'universo, poteva sembrar giustificare l'azione politica di Pericle come l'azione di uno solo, anche se conoscitore del bene del popolo, e attirargli l'accusa di tirannide. Aspasia non viveva reclusa nei recessi dell'oikos, ma frequentava e promuoveva riunioni dove si discuteva di politica e di retorica 50 .Protagora, avendo ricevuto da Pericle l'incarico di redigere la legislazione per la colonia panellenica di Thurii, si sarebbe ispirato ad una costituzione di origine aristocratica. 51 Damone, musico, retore e stretto consigliere politico di Pericle, fece erigere un Odeon dalla forma

Anteprima della Tesi di Gabriella Freccero

Anteprima della tesi: A scuola da Aspasia: uomini e donne tra retorica e politica nell'Atene del V secolo a.C., Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gabriella Freccero Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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