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Il dibattito museologico dal dopoguerra agli anni sessanta e i suoi esiti nella cultura legislativa

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8 citazioni dotte, slogan pubblicitari con titoli giornalistici. Tutto era fondato sull’ironia, sul gioco, sullo straniamento, vi erano punti di contatto con le contemporanee avanguardie artistiche come l’Informale e la Pop art, ma anche un collegamento con il recente passato: con le esperienze del movimento Dada. La situazione delle arti figurative a partire dal dopoguerra era molto complessa: da un lato vi era la diffusione di una pittura con forti valenze ideologiche, dall’altra vi era la ripresa dei modelli avanguardistici. Nel 1947 Renato Guttuso, pittore di orientamento comunista, aderiva, insieme con artisti quali Renato Birolli, Bruno Cassinari, Leoncillo, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova e altri, appartenenti all’area comunista, al Fronte nuovo delle arti, che aveva come finalità quella di contribuire, attraverso l’arte, alla ricostruzione del paese. Ci si proponeva di indagare, attraverso la pittura e la scultura, sulla condizione dell’uomo senza finzioni e mistificazioni; quella degli artisti era una condizione morale e il compito del loro operato era farsi interpreti delle lotte del proletariato. A loro volta altri artisti diedero vita nel 1947 al gruppo Forma uno, a cui aderiscono anche Lucio Fontana e Umberto Mastroianni, questo gruppo ribadiva la necessità dell’impegno e dell’intervento nella struttura sociale, mantenendo però fermi i principi di autonomia dell’arte e la libertà da parte dell’artista riguardo alla propria ricerca linguistica.
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Il dibattito museologico dal dopoguerra agli anni sessanta e i suoi esiti nella cultura legislativa

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela De Marco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Relatore: Michela Di Macco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

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