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Il dolo del tentativo

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13 L’autore sostiene che, essendo i reati che ammettono la figura del tentativo composti in più atti, si avranno tante volizioni quanti sono gli atti che l’agente pone in essere per poter realizzare il completamento della catena causale che sfocerà nella consumazione del delitto particolare. Tali volizioni sono stimolate e coordinate dall’appetizione dell’evento “ma esiste solo la volizione dell’atto compiuto, mentre non può esserci ancora quella degli atti da compiersi”. In sostanza cioè, per il Delogu, nel delitto tentato, premesso che l’elemento psicologico consiste di volontà e di appetizione, l’appetizione sarà identica a quella del reato consumato, ma la volontà o meglio le volizioni saranno quantitativamente diverse a secondo degli atti posti in essere dal soggetto attivo.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Pellegrino

Anteprima della tesi: Il dolo del tentativo, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Fabrizio Pellegrino Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Consultata integralmente 31 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.