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Strategie di trading per la gestione di portafogli valutari

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13 altri. Non tutti i paesi europei parteciparono, mentre le valute “più deboli” che vi parteciparono furono subito sotto pressione, visto che il loro valore era tenuto artificialmente in una banda di oscillazione assai stretta per emulare l’evoluzione nel tempo delle valute “più forti”. Questo sistema venne chiamato SME (Sistema Monetario Europeo). La grande stabilità del marco tedesco, dovuta ad una politica monetaria fortemente restrittiva in grado di limitare la crescita dell’inflazione a meno del 2% annuo, fece sì che la Germania dell’Ovest diventasse la nazione leader dello SME. Nel 1990 l’unificazione delle due Germanie mise tutto lo SME sotto pressione. Il deficit di bilancio della Germania crebbe insieme con i livelli del tasso d’inflazione e dei tassi d’interesse. Altri paesi si trovarono nella condizione di dover assecondare tale crescita delle variabili monetarie dell’economia, con la conseguenza di dover poi realizzare pesanti politiche anti inflazionistiche. Una massiccia recessione colpì l’Europa, proprio nel momento in cui il traguardo dell’Unione Monetaria si concretizzava con gli accordi presi a Maastricht nel 1992. Nel settembre dello stesso anno, la Gran Bretagna e l’Italia, che possedevano due delle monete “più deboli”, uscirono dal circuito dello SME. Le banche centrali dei due paesi non erano più in grado di mantenere stabile il valore della moneta rispetto a quelle dei partners europei, acquistandola sui mercati internazionali. Il flusso di vendite di sterline e di lire era tale da “bruciare” in breve le riserve monetarie accumulate dalle banche centrali; per questo si dovette procedere a svalutazioni, che, tolta la pressione accumulata dalle due economie, ridiedero loro competitività necessaria a riprendere un cammino di risanamento. Ciò che accadde in seguito è ormai storia di oggi. Nonostante la recessione, i paesi europei si sono impegnati a fondo nel perseguire gli obiettivi di politica economica che consentissero il raggiungimento dei famosi parametri di Maastricht, e quindi la creazione delle condizioni per l’UME (Unione Monetaria Europea), di cui lo SME è solo la premessa. Gli sforzi effettuati hanno premiato tutti i paesi firmatari a Maastricht, compresa l’Italia che, attraverso una rigorosa politica economica e una raggiunta stabilità valutaria, ha potuto rientrare nello SME nel corso del 1996. I principali ostacoli alla creazione dell’UME sembrano ad oggi eliminati. Il quadro economico prevede importanti scadenze per i prossimi anni: il 1° gennaio 1999 interverrà la Banca Centrale Europea e l’ECU (European Currency Unit), attualmente unità monetaria dello SME, verrà sostituita
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Strategie di trading per la gestione di portafogli valutari

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Stellato
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Davide Sciutti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

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