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Empatia, pianto empatico e commozione: natura e processi della condivisione emotiva dalla vita reale alla sala cinematografica

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rifiuta l’idea che il film induca all’illusione che i fatti rappresentati sullo schermo siano reali e che lo spettatore abbia la sensazione di assistere realmente ai fatti. Se così fosse, se lo spettatore avesse l’illusione di fra parte pienamente del film, considerando che le emozioni hanno conseguenze comportamentali, allora avrebbe reazioni ben più forti di quelle che realmente ha. Per lo spettatore l’atto di simulazione è avere la credenza: “sembra” o “come se “. Noël Carroll in The Philosophy of Horror (1990) distingue tre visioni alternative del film come illusione che chiama “Teoria dell’Illusione” (Illusion Theory), “Teoria della Finzione” (Pretend Theory), e “Teoria del Pensiero” (Thought Theory). Carroll stesso adotta la Thought Theory mentre la teoria della simulazione di Currie corrisponde alla “teoria della finzione”. Secondo Carrollper rispondere emotivamente e con una certa intensità, allo spettatore basta “intrattenere” il pensiero di qualcosa. Se, per esempio, guardiamo un film horror noi, da spettatori non crediamo, a differenza dei personaggi del film, che certi mostri esistano: la nostra paura e disgusto sono piuttosto una risposta al semplice pensiero di tali mostri. Il film invita a mantenere nella mente il pensiero di ciò a cui effettivamente rispondiamo emotivamente, c'invita a considerare l’idea di tale oggetto. Naturalmente tale esperienza, si tratti d'illusione o simulazione, è favorita (Tan potrebbe dire "dipende") dall’abilità dell’immagine cinematografica di creare l’impressione di realtà all’interno della mente dello spettatore. Ma lo spettatore non è un “recipiente” passivo, bensì un attivo partecipante all’esperienza cinematografica, anzi, è un soggetto che usa tali immagini. I film ci permettono di esperire una sorta d’illusione (non nei termini radicali di Tan in cui l’immagine si sostituisce alla realtà ma come parvenza di realtà) grazie alla quale percepiamo il film come se fosse la realizzazione di un mondo reale, un mondo di esperienza e non una rappresentazione di esso.
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Empatia, pianto empatico e commozione: natura e processi della condivisione emotiva dalla vita reale alla sala cinematografica

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Informazioni tesi

  Autore: Carolina Marcos
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Cristiano Castelfranchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

cinema
commozione
empatia
emozioni
contagio emotivo
fruizione cinematografica
pubblico cinematografico

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