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Nadie hablarà de nosotras cuando hayamos muerto, sceneggiatura originale di Agustìn Dìaz Yanes. L'applicazione della teoria dei polisistemi al lavoro del traduttore e del dialogista nel sottotitolaggio e nel doppiaggio.

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7 Gloria si ritrova sola al mondo, ma impara ad accettare con dignità la propria esistenza e guarda al domani fiduciosa. 1.2. Quel che non si può tradurre Si può entrare in contatto con un’opera artistica a vari livelli: il livello più alto è occupato dall’autore, ai successivi si trova il pubblico, a sua volta divisibile in persone che lo conoscono personalmente, una piccola cerchia, in grande pubblico della sua stessa cultura e in grande pubblico di altre culture, che si può ancora suddividere in persone che fruiscono del film doppiato e persone che ne fruiscono in lingua originale. Di quest’ultimo gruppo facevo parte io quando iniziai a sentir parlare di Agustín. Poi, con il tempo, sono arrivato ai livelli a lui più vicini e quando ho deciso di tradurre la sceneggiatura di Nadie hablará de nosotras cuando hayamos muerto, la mia massima ambizione era quella di rendere il pubblico italiano partecipe di tutto quello che avevo appreso io. Ci sono cose che non si possono tradurre: ad esempio, chi conosce bene Agustín sa che il personaggio di Pilar Bardem, Donna Julia, è modellato su quello della madre del regista alla quale, tra l’altro, il film è dedicato, e che il padre del regista, che era “banderillero”, compare nella scena 84, quando gli ex colleghi di Juan accompagnano Gloria a casa dopo i funerali. Sono particolari interessanti, ma nemmeno il pubblico spagnolo può apprezzarli, perciò non mi sono preoccupato di trasmetterli. Ci sono invece altre finezze del regista che vengono notate da una buona parte del pubblico spagnolo, ma non sono identificabili da quello di altre culture. Tutto il film è un omaggio al mondo della corrida che, tuttavia, non ne costituisce l’argomento principale, ma soltanto lo sfondo. Ad esempio, nella scena 1, quando Eduardo spara a Many, uno dei proiettili gli procura una ferita in una gamba nello stesso punto in cui fu ferito il famoso torero Paquirri. Many muore dissanguato a causa di quella ferita proprio come successe a Paquirri. I riferimenti sono tanti e, a volte, è il regista stesso a metterli in risalto nelle didascalie in modo quasi ingenuo: All’improvviso suona il telefono (non c’è nulla che faccia più paura in casa di un torero che una telefonata in orario di corrida). 6 6 Cfr. cap. 5 scena 68B.

Anteprima della Tesi di Giuseppe Forciniti

Anteprima della tesi: Nadie hablarà de nosotras cuando hayamos muerto, sceneggiatura originale di Agustìn Dìaz Yanes. L'applicazione della teoria dei polisistemi al lavoro del traduttore e del dialogista nel sottotitolaggio e nel doppiaggio., Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giuseppe Forciniti Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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