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Nadie hablarà de nosotras cuando hayamos muerto, sceneggiatura originale di Agustìn Dìaz Yanes. L'applicazione della teoria dei polisistemi al lavoro del traduttore e del dialogista nel sottotitolaggio e nel doppiaggio.

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12 traduttori di lingue affini, sebbene professionisti, tendano a lasciarsi contagiare dalla mania dei principianti a voler cambiare a tutti i costi per paura di produrre calchi semantici. In realtà, tale inconveniente capita a tutti i traduttori da lingue affini, ma è scongiurabile lasciando “stagionare” la prima stesura della traduzione, per poi riprenderla dal punto di vista del madrelingua. La traduzione è un lavoro che va affrontato con umiltà. Il traduttore spesso si trova di fronte un periodo dell’originale un po’ contorto: in questi casi, alcuni pensano che si possa renderlo scorrevole nella lingua di arrivo, ma bisogna sempre tenere conto delle intenzioni dell’autore e rispettarle. Per questo, la delusione più grande di un traduttore che adotta un approccio estraniante, è ricevere una critica sulla tortuosità di una traduzione quando questa era una caratteristica dell’originale. Riassumerei la mia posizione dicendo che preferisco avvicinare il pubblico al testo (approccio estraniante o source oriented), piuttosto che il testo al pubblico (approccio addomesticante o target oriented), puntando sulla seconda possibilità solo quando è indispensabile. Il buon traduttore è quello che viene reputato tale da coloro che lo ingaggiano perché l’insieme di queste persone, basandosi sugli acquisti del pubblico, crea il canone della traduzione del momento e se il traduttore non rimane all’interno di questo, non lavora. Finché i principi del traduttore si accordano con i dettami del canone non ci sono problemi, altrimenti si trova nella situazione di doversi adeguare controvoglia. 2.1.2. La compensazione La compensazione è quell’artificio grazie al quale il traduttore può riequilibrare la perdita di alcune connotazioni dell’originale. Capita spesso di dover tradurre termini che nella cultura di arrivo non godono di un’equivalenza uno a uno e costringono il traduttore a giri di parole, perifrasi o omissioni. In questo caso la perdita è riferita al ritmo, ma molte volte avviene il contrario, e cioè il rispetto del ritmo va a scapito del significato. Ci sono principalmente due modi per compensare: il più rapido consiste nell’inserimento delle note a piè di pagina. La nota, in genere, aggiunge una spiegazione riguardante il significato, il suo intento è quello di non rompere il ritmo della narrazione, lasciando al lettore la possibilità di scegliere se leggerla o meno. In realtà, anche solo il

Anteprima della Tesi di Giuseppe Forciniti

Anteprima della tesi: Nadie hablarà de nosotras cuando hayamos muerto, sceneggiatura originale di Agustìn Dìaz Yanes. L'applicazione della teoria dei polisistemi al lavoro del traduttore e del dialogista nel sottotitolaggio e nel doppiaggio., Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giuseppe Forciniti Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.