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Vecchie strutture e nuove funzioni per uno sviluppo autocentrato: le masserie di Ostuni (Br)

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favorito quel singolare tipo di dimora che va sotto il nome di “trullo”(Colamonico, 1970). In una regione simile, caratterizzata quasi interamente da idrografia carsica, l’uomo è stato anzitutto costretto a scegliere per i suoi insediamenti i punti in cui ha potuto utilizzare, per gli elementari bisogni della vita, le acque delle falde freatiche residuali del mantello tufaceo e sabbio – argilloso pliopleistocenico. La diffusissima roccia calcarea ha fatto specialmente delle campagne murgiane e garganiche estese pietraie sterili e brulle. In particolare la zona denominata “Murgia dei Trulli” che abbraccia anche il territorio di Ostuni, è caratterizzata da due aspetti che caratterizzano e individuano l’unità regionale definita dal toponimo: la forma affatto singolare dell’abitazione, irta di cupole conformi e la dispersione dell’insediamento rurale sui fondi, fatto altrettanto singolare tra paesi di massimo “accentramento agricolo”. Da misurazioni al planimetro eseguite su carte a grande scala, la base territoriale dell’abitato a trulli risulta estendersi per 1056 kmq. Si tratta di una dimensione del tutto nuova del paese con popolamento contadino sparso nei trulli. Come ricovero campestre e come accessorio rustico dell’abitazione rurale, la casedda si diffonde realmente su uno spazio più vasto; per cui, appena fuori dai limiti della plaga a popolazione dispersa, si assiste a un più o meno rapido diradamento delle costruzioni a trullo, ma non alla loro repentina scomparsa. Su territori a brevi distanze dai centri abitati e nuovamente caratterizzati da un’economia agricola e pastorale a

Anteprima della Tesi di Giuseppina Francioso

Anteprima della tesi: Vecchie strutture e nuove funzioni per uno sviluppo autocentrato: le masserie di Ostuni (Br), Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppina Francioso Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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