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Vecchie strutture e nuove funzioni per uno sviluppo autocentrato: le masserie di Ostuni (Br)

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essa è in gran parte rappresentata dal frumento duro che costituisce circa l’87% del totale produttivo. Tra i prodotti delle colture arboree il più alto livello di produzione è ascrivibile al comparto delle olive, seguito da quello di uva da vino e quindi da quello dell’uva da tavola (Inea, 1997). Si tratta quindi, di una agricoltura intensiva, altamente specializzata, influenzata dagli andamenti del mercato, in grado di fornire un reddito adeguato agli occupati del settore. La struttura agricola descritta è propria del XX secolo: in passato, infatti, il territorio pugliese era caratterizzato da una agricoltura estensiva votata all’autoconsumo ed alla presenza in azienda di più colture. Infatti sin dai tempi dei Romani, la struttura fondiaria era tale da promuovere nelle nostre terre la coltivazione intensiva in piccoli poderi che sotto l’impero furono inghiottiti dai latifondi. Con le invasioni barbariche, le terre di Puglia furono ridotte a “campi di pastura per nomadi armenti” (Fiorese, 1900). La pastorizia in questo periodo rappresentò l’unico modo possibile di sfruttamento delle terre ormai sottratte alle coltivazioni arboree. Con l’avvento dei Normanni, degli Svevi, Angioini ed Aragonesi si ebbe una politica di incremento della pastorizia che venne organizzata con apposite leggi (istituzione della regia dogana delle Pecore, istituzione di un tribunale privilegiato per i pastori). Tale contesto non subisce mutamenti se non con l’avvento di Carlo III di Borbone e dei suoi successori (seconda metà del Settecento inizi dell’Ottocento) ai quali si devono utili riforme economiche. Allora i

Anteprima della Tesi di Giuseppina Francioso

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Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppina Francioso Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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