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Evoluzione tecnologica e organizzazione del lavoro alla Fiat Auto tra apogeo e crisi del fordismo (1971-1985)

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11 La Ford, sotto la spinta del citato pioniere dell’automazione Delmar Harder, costruì avveniristici impianti anche per l’assemblaggio dei motori 7 . Tuttavia ben presto furono evidenti i limiti dell’automazione rigida. Nonostante il ricorso ai più moderni disposi- tivi ispirati ai principi della unitized automation 8 veniva riscontrato dagli stessi tecnici un cronico «lack of flexibility» nella variazione del mix produttivo e una rivalutazione, a tale fine, dei processi di tipo convenzionale. Inoltre dovevano ammettere l’impossibilità di estende- re la produzione di poche migliaia di esemplari senza dover sostenere enormi investimenti in nuovo macchinario [Hounshell 1995, 76-77]. L’organizzazione fordista imponeva condizioni di lavoro molto dure. Nonostante la politica retributiva degli «alti salari» le relazioni industriali erano tutt’altro che pacifiche. Un elevato tasso di avvicen- damento (turnover) garantiva al sistema una certa regolarità delle pre- stazioni di lavoro. Ma un altro aspetto minava la supremazia del «mo- dello», e la competitività delle aziende americane. Il fenomeno della cosiddetta disaffection, «l’insoddisfazione per il lavoro» 9 , concomitan- te con l’emergere di mercati più instabili, caratterizzati da radicali cambiamenti nella composizione della domanda 10 . 7 Ci riferiamo allo stabilimento di Cleveland entrato in funzione nel 1953, e qelli succes- sivi di Windsor e Lima. «The need for greater flexibility was pointed up by the Lima En- gine plant, which by 1967 had produced three different six-cylinder engines and two dif- ferent V-8s in its relatively short lifetime (less than a decade), largely by ripping up old lines and installing new ones.»[ Hounshell 1995, 77, corsivi nostri]. 8 Questo sistema ideato dai progettisti della Ford permetteva in caso di cambiamenti nel design del motore di sostituire alcune stazioni senza dover cambiare l’intero complesso a trasferta, raggiungendo così un certo grado di convertibilità degli impianti [Hounshell 1995, 76]. 9 Cfr. Braverman [1974, trad. it., 1978, 33-41] e Butera [1972]. 10 La Generel Motors, adottando una struttura divisionalizzata, per prima offrì un ampia gamma di prodotti, con cambio annuale di modello. Questa variante introdotta fu intro-

Anteprima della Tesi di Marcello Scipioni

Anteprima della tesi: Evoluzione tecnologica e organizzazione del lavoro alla Fiat Auto tra apogeo e crisi del fordismo (1971-1985), Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marcello Scipioni Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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