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Evoluzione tecnologica e organizzazione del lavoro alla Fiat Auto tra apogeo e crisi del fordismo (1971-1985)

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9 I principi adottati nei processi di automazione non costituiscono alcun balzo in avanti concettuale ma una estensione, appunto, di quan- to praticato da Henry Ford 3 in materia di organizzazione del lavoro. Con essa [la catena di montaggio] il lavoro sul prodotto restava manuale, ma l’introduzione del sistema meccanico di trasporto simulava in un certo senso un flusso continuo. Il fordismo praticamente portava all’estremo alcuni caratteri organizzativi già comparsi col taylorismo ed i relativi aspetti costrittivi verso l’operaio; ma paradossalmente nello stesso tempo alcuni presupposti del taylori- smo originale cominciavano a venire smantellati: alla massima intensificazione del lavoro individuale si sostituisce la pressione indiscriminata sul ritmo colletti- vo [Dina 1985, 27]. Si generalizza un costante bisogno di controllo sulle singole sta- zioni di lavoro, sì integrate dal vincolo della trazione meccanica, ma suscettibili di continui inceppamenti e rallentamenti. Se nella conce- zione tayloriana l’armonizzazione tra quote di produzione progettate dal management e i volumi produttivi individuali è garantita dal si- stema di cottimo differenziale 4 , incentivante e «scientificamente» ac- 3 Ci riferiamo al principio fordista «move the metal» di cui la «catena di montaggio» è la realizzazione pratica. Prerequisito della quale è «l’intercambiabilità del pezzo e la facilità d’incastro ottenuta grazie all’utilizzo di metalli pretemprati che eliminava il bisogno delle operazioni di aggiustaggio. Lo stesso Frederick W. Taylor si dedicò allo studio della «scienza del taglio dei metalli» culminata in On The Art of Cutting Metals del 1906. Cfr. Nelson [1980, trad. it. 1988, 44-45]e Rosenberg [1969, trad. it. 1987, 130 sg.]. 4 Cioè comprendente una tariffa-premio superiore ed una penalizzante inferiore. Maurice Dobb così ne descrive gli effetti: «Il sistema Taylor di cottimo differenziale[...] prevede che la tariffa per pezzo[...] aumenti effettivamente quando aumenta il ritmo del lavoro dell’operaio. [...] Il vantaggio di questo schema [...] consisterebbe nel fatto che esso peg- giora la posizione dell’operaio lento e migliora quella dell’operaio svelto[...] e di conse- guenza tende ad allontanare dalla fabbrica tutti i lavoratori lenti e ad attirare invece in essa tutti i migliori operai del settore.» [1959, trad. it. 1965, 70-71]. Cfr. Tannenbaum

Anteprima della Tesi di Marcello Scipioni

Anteprima della tesi: Evoluzione tecnologica e organizzazione del lavoro alla Fiat Auto tra apogeo e crisi del fordismo (1971-1985), Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marcello Scipioni Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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