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L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale

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4 all’interno del quale i diversi poli- Mestre, Marghera e la Città Storica- diventano monofunzionali e parte di una struttura più ampia. Mestre è costretta a piegarsi alle esigenze di Marghera sacrificando la propria vocazione di borgo agricolo dedito ai commerci con Venezia a beneficio dell’industria. Essa subisce una violenta espansione edilizia ed una costante crescita demografica- che trovano il loro apice con il boom economico del dopoguerra- non supportate, però, da un’adeguata programmazione urbanistica: a prevalere è la speculazione che favorisce lo sviluppo di un centro anonimo, una città dormitorio, trasformata in maniera radicale, rivolta completamente verso l’entroterra, dimentica del proprio affaccio sull’acqua e dei propri tratti storici. Venezia, viceversa, incontra un progressivo declino: dalla metà del Novecento ai nostri giorni sopporta un’inesorabile perdita di popolazione ed al contempo un invecchiamento della stessa. Causa principale è il continuo esodo che porta i più giovani ad abbandonare la Città Storica per la Terraferma. La monospecializzazione turistica non favorisce certo la permanenza dei Veneziani i quali si trovano coinvolti in una competizione con i turisti sull’utilizzo del Centro Storico. Spariscono infatti tutti i servizi rivolti ai residenti (soprattutto il commercio di generi alimentari e l’artigianato), i prezzi dei beni di consumo sono sempre più alti e si aggiunge il dovere subire la congestione del traffico ed il degrado estetico provocati da un turismo di massa che ha ormai raggiunto la massima capacità di accoglienza. Tale situazione finisce col danneggiare l’ambiente, i monumenti, l’economia e la qualità della vita locale, nonché la qualità della stessa esperienza turistica. I nuovi modelli di produzione e di uso del territorio che si sono imposti in seguito alla creazione di Porto Marghera hanno, inoltre, escluso ogni tutela del paesaggio. Da un lato la Terraferma è stata considerata come un terreno su cui predisporre senza alcun vincolo ogni attività di crescita economica, residenziale e commerciale. L’elemento che era parte essenziale, costitutiva e distintiva del territorio, cioè l’acqua, è stato cancellato perché avvertito come un peso allo sviluppo ed alla modernità. Dall’altro lato il bisogno di spazio per estendere il polo industriale, il bisogno di collegare in modo diretto e veloce Porto Marghera con il mare aperto e l’uso di massa delle barche a motore, hanno posto in secondo

Anteprima della Tesi di Simona Bertone

Anteprima della tesi: L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Bertone Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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