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L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale

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19 “bisogna… dimenticare Venezia, dimenticare la città splendente di luci, di marmi e di colori 6 .” E’ necessario rivolgere lo sguardo alla storia ed alla geografia per portare alla luce come questa area anfibia, sviluppatasi tra terra e mare, sia il frutto dell’incessante opera dell’uomo che nei millenni l’ha plasmata creando le condizioni per sopravvivere. Il nascere ed il formarsi di Venezia sono il risultato dell’esperienza, cioè della capacità dell’uomo di misurarsi e di rappresentarsi nel suo rapporto con la natura 7 : non sono forze divine e magiche ad avere sottratto la laguna al proprio destino bensì è l’ingegno umano che l’ha strappata alla propria evoluzione naturale: l’interramento. Contrariamente Venezia e la laguna sarebbero oggi solo il ricordo di un ricco passato, una Pompei condannata dai fiumi anziché dalla lava vulcanica. Il connubio di terra ed acqua è avvertito sin dai tempi più antichi come la ragione d’essere della città per la sua essenza e per la sua sopravvivenza. Da sempre i veneziani hanno con il loro intorno un rapporto vitale che ha imposto la necessità di contenere i fattori ambientali e di risparmiare nocivi interventi di sfruttamento all’ambiente lagunare 8 . Scopo di ogni intervento è stato evitare la prevalenza di uno dei due elementi- acqua e terra- per non violare quell’equilibrio instabile tra il sistema delle acque di terra (che apportano detriti) ed il sistema delle acque di mare (corrosive) che modifica continuamente la laguna. Una poesia di Cristoforo Sabbadino, idrografo e cartografo veneziano del Cinquecento, testimonia la preoccupazione e la cura dei veneziani per il problema 6 E. Turri, “La valva di Venezia”… Op. Cit., p. 3. 7 “Dominare un luogo tanto ingrato ed inospitale, renderlo sicuro, saper immaginare paesaggi urbani a misura umana in rapporto a terre disperse nell’acqua ha costretto Venezia alla sua verità: fare esperienza di quel particolare ambiente naturale.” F. Faccioli, F. Miracco, “L’arcipelago come arte funzionale. Il sistema del passato per addomesticare scientificamente il sistema naturale di Venezia che è l’acqua” in L’Illustrazione Italiana, n. 94, 1996, p. 50. 8 Si ricordano interventi per la regolazione delle acque fluviali e lagunari fin dal IX secolo con la costruzione di argini e lo scavo di canali. I provvedimenti più antichi presi dal governo cittadino risalgono invece al Duecento: essi furono indirizzati soprattutto a preservare i lidi dall’azione del mare considerato il nemico più pericoloso poiché minacciava di inghiottirli. Si nominarono allora i Soprastanti ai Lidi (1275), periti responsabili della difesa delle isole del Lido; fu vietato di tagliare o bruciare i pini di queste strisce di terra (1282) in modo che gli alberi servissero ad ancorare il suolo più saldamente; si proibì il pascolo o il transito degli animali sugli argini (1326) e l’asporto di sabbia dai lidi (1334). Una sintesi di tali provvedimenti si trova in: M. F. Tiepolo, “Difese a mare” in Aa. Vv., Mostra Storica della Laguna Veneta. Venezia Palazzo Grassi 11 luglio-27 settembre 1970, Venezia, Stamperia di Venezia, 1970, pp. 133-138.

Anteprima della Tesi di Simona Bertone

Anteprima della tesi: L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Bertone Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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