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Economia, etica e finanza - Riflessioni su una conciliazione all'alba del III millennio

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5 interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro egoismo, e ad essi parliamo dei loro vantaggi e non delle nostre necessità”3. Anche chi conosce molto poco della disciplina economica, si stupirebbe che un insigne cattedratico di morale riassumesse tutto il suo pensiero, circa i complessi comportamenti che originano gli scambi, soltanto con un’asciutta ed icastica espressione che pare attribuire all’egoismo, tra le meno lodevoli “virtù” dell’animo umano, il provvidenziale compito di assicurare l’equilibrato svolgimento delle operazioni economiche. Non è così, infatti, poiché Smith spese invero gran parte della sua esistenza per sostenere la necessità della “simpatia” nei comportamenti che implicano relazioni con gli altri e per esplorare il ruolo dei “sentimenti morali” nella costruzione di un mondo migliore. A questi ultimi dedicò un’intera opera, la Teoria dei sentimenti morali (1759), in cui studiò estesamente il ruolo dei codici morali di comportamento, buone ragioni per andare contro i dettami dell’interesse egoistico: - simpatia ( “le azioni più squisitamente umane non richiedono negazione di sé, o grande uso del senso di priorità”, e “consistono esclusivamente nel fare ciò che tale generosa simpatia ci spingerebbe spontaneamente a fare” ); - generosità ( “diversamente accade con la generosità”, quando “sacrifichiamo qualche nostro profondo e importante interesse di fronte a un analogo interesse di un amico o un superiore” ); - senso della collettività ( “ quando egli confronta quei due oggetti fra di loro, non li vede nel modo in cui gli apparirebbero normalmente, ma così come appaiono alla nazione per la quale combatte” )4. Infine, per quanto concerne sempre quest’ultima opera, si legge ad esempio, tra le tante, la seguente perentoria affermazione: “Per quanto egoista si possa ritenere l’uomo, sono chiaramente presenti nella sua natura alcuni principi che lo rendono partecipe delle fortune altrui e che rendono per lui necessaria l’altrui felicità, nonostante da essa egli non ottenga altro che il piacere di contemplarla”. Tuttavia, l’annosa questione sul macellaio-birraio-fornaio resta aperta; che intendeva realmente dire Smith in quel passaggio? Evidentemente, Smith sostiene che il perseguimento dell’interesse egoistico sarebbe sufficiente a motivare lo scambio di merci, e non abbiamo necessità di ricorrere all’etica per spiegare perché il fornaio 3 Smith A., La ricchezza delle nazioni, UTET, Torino, 1975 4 Smith, A., The Theory of Moral Sentiments, 1790

Anteprima della Tesi di Lorenzo Pedron

Anteprima della tesi: Economia, etica e finanza - Riflessioni su una conciliazione all'alba del III millennio, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Lorenzo Pedron Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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