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Economia, etica e finanza - Riflessioni su una conciliazione all'alba del III millennio

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4 disapprova ogni azione, a seconda che questa ha tendenza ad aumentare o diminuire la felicità della parte il cui interesse è in questione”2. Risolto quindi, anche il problema di conciliare la motivazione dell’avidità, quale unico motore del comportamento umano, con il benessere collettivo, la scienza economica vedeva consolidarsi la sua neutralità, affrancandosi da ogni logica di carattere etico. Infatti, se l’agire economico è di per sé orientato al bene, si afferma implicitamente che esiste una sfera delle relazioni sociali – quelle che transitano per il mercato – che non ha nessun bisogno di essere assoggettata al giudizio morale. L’azione economica ha l’innegabile vantaggio, a differenza di ogni altro tipo di azione umana, di eludere la moralità senza esservi contraria e, non soltanto, spinto dal proprio individuale interesse, l’individuo agisce correttamente per sé, ma ottimizza anche l’utilità collettiva, giovandosi della attitudine del mercato a sanare ogni contrasto per un superiore benessere. Giunto a questo punto, il discorso economico, beneficato dalla logica dell’interesse, pacifico compositore di ogni contrasto, può spiegare le vele per divenire una delle più solide scienze sociali, autonoma da ogni altra, ricca del patrimonio che il suo celebre fondatore gli aveva conquistato. 3. Adam Smith: l’elogio dell’egoismo? Quando la felicità o la miseria degli altri dipendono esclusivamente dalla nostra condotta, non osiamo, come ci suggerirebbe l’egoismo, preporre l’interesse di un singolo a quello dei tanti. Ciò che è in noi non tarda a ricordarci come diamo troppa importanza a noi stessi e troppo poca agli altri e che, agendo in questo modo, ci rendiamo l’oggetto dell’indignazione e del disprezzo dei nostri simili. ADAM SMITH Il più famoso docente di filosofia morale a Glasgow, probabilmente non avrebbe apprezzato che l’imponente mole della sua acuta riflessione sulle cause della Ricchezza delle Nazioni, venisse ricordata dai suoi poco fedeli epigoni, per una sua sola espressione, destinata a divenire la più autorevole consacrazione della teoria utilitaristica. Scrive Smith nel 1776: “Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione che questi hanno per il proprio 2 Bentham, Economic Writings, Vol. III, p.430; ed. it . Introduzione ai principi della morale e della legislazione, UTET, Milano, 1998

Anteprima della Tesi di Lorenzo Pedron

Anteprima della tesi: Economia, etica e finanza - Riflessioni su una conciliazione all'alba del III millennio, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Lorenzo Pedron Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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