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Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo

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1.1 I rapporti tra Stato, Regioni ed Unione Europea Pag. 12 normativa regionale alle grandi leggi di riforma economica e sociale, si era formato per via giurisprudenziale nel corso degli anni. Ritorneremo nel prossimo paragrafo su questo argomento, per il momento rimane un punto interrogativo a stimolo della curiosità del lettore. L’esame delle novità introdotte dal nuovo articolo 117 prosegue con il formale riconoscimento costituzionale della potestà regolamentare prevedendo che: ™ Lo Stato dispone di potestà regolamentare nelle materie a potestà legislativa esclusiva statale, salva la possibilità di delega (volontaria) alle Regioni. ™ Le Regioni dispongono di potestà regolamentare in ogni altra materia (e quindi anche in quelle a legislazione concorrente). ™ Agli enti locali minori spetta potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione interna e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Il nuovo testo costituzionale consente inoltre agli enti territoriali di partecipare “alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari” e di provvedere “all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione Europea , nel rispetto delle norme di procedura stabilite dalle Leggi dello Stato” 4 . Un’ulteriore conferma del rapporto di piena parità che si viene a creare tra centro e periferia nel nuovo assetto di poteri. Sempre per lo stesso motivo l’articolo 117 garantisce alle Regioni la possibilità di concludere direttamente ed autonomamente intese con altri enti equiparati o addirittura, nelle materie di competenza, di “concludere accordi con Stati ed intese con enti territoriali interni ad altro Stato”, fermo restando il rispetto dei limiti fissati dalle leggi statali 5 . Se tutte queste sono le novità importanti sul piano del potere normativo regionale, altrettanto profonde e promettenti sono le modifiche introdotte nell’articolo 118, le quali stabiliscono l’assetto di ripartizione dei poteri amministrativi. Fino al 2001 la norma in questione attuava una suddivisione di competenze sulla base del “principio del parallelismo”, in base al quale spettavano alle Regioni le funzioni amministrative nelle stesse materie, elencate nell’articolo 117 della Costituzione, in cui esse godevano di potestà legislativa. In pratica, come ho avuto modo di accennare nel primo paragrafo, questo principio fu applicato disordinatamente, con larghe eccezioni che portarono al risentimento degli enti locali verso l’autorità centrale. Oggi invece il parallelismo viene abbandonato. E’ stata infatti prevista l’attribuzione, in via generale, delle funzioni amministrative ai Comuni, salva la possibilità di devolvere le stesse ad altri enti (le Città Metropolitane, le Province, le Regioni e lo Stato), per 4 così il 5° comma del nuovo articolo 117 Cost. , modificato dall’art. 3 della Legge Cost. n.3/2001. 5 ultimo comma della nuova versione dell’articolo 117, introdotto con l’art.3 della Legge Cost. n.3/2001.

Anteprima della Tesi di Sergio Nichele

Anteprima della tesi: Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Sergio Nichele Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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