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Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina

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VI casuali di uomini in macchine, in simbiotiche costruzioni infernali. E’ il caso di Tetsuo, un’incontrollabile ed inspiegabile mutazione, in qualcosa che non è più o meno dell’uomo, ma qualcosa di diverso da esso, solo una forma che permette di essere più forte. Trasferendoci nel mondo manga, (Ghost in the Shell), parliamo di cyborg, fatti da uomini, a loro immagine e somiglianza, che imparano a vivere e non solo a funzionare per gli scopi per cui sono stati progettati, che sviluppano una coscienza tutta propria, uno spirito (ghost) che possono trasportare da un corpo “guscio” ad un altro. Lo stesso Philip Dick, con il suo “Do the Androids Dream of Electrik Sheep”, aveva, a suo tempo, mostrato in modo più che esauriente l’attaccamento alla vita di un essere che vita non aveva. Cosa differenzia l’uomo dalla macchina: il corpo di uno, limitato, debole, mortale, rispetto alla prestanza fisica, alla forza, alla potenza dell’altro; o forse l’anima? Può un cyborg, commistione tra l’essere umano e la macchina, tra la carne e la tecnologia, avere una morale? Nell’orizzonte cinematografico sembra proprio di sì. Molti dei film analizzati parlano di esseri totalmente dediti alla parzialità, creature di un mondo post-umano, che ha volutamente abbandonato ogni integrità organica e sessuale, immemore della storia passata e di una propria atavica origine. Un corpo cyborg diviene sinonimo di libertà assoluta e simbolo del sogno di un'umanità che, nel metallo, ha pensato di poter sublimare la propria deficienza organica. Il Cyborg non cerca un'identità unitaria e per questo non genera dualismi tra corpo e mente, naturale ed artificiale, ma dimostra

Anteprima della Tesi di Silvia Minguzzi

Anteprima della tesi: Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Minguzzi Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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