Lo specchio scuro. Il fenomeno e le dinamiche del doppio nel film di Robert Siodmak.

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13 stupisce certo il fatto che la psicoanalisi venga acclamata come una “fabbrica di miracoli”, come una sorta di “panacea universale... un magico talismano in grado di garantire ciò che, per la cultura americana, era sentito non tanto come un sogno, quanto come un preciso dovere e diritto costituzionale: il diritto alla felicità” (Argentieri, Sapori, 1988, pag. 36). Ed ecco che anche il cinema si adegua a questa visione, così nei film lo psicoanalista è visto come un “Deus ex machina” che in breve tempo può risolvere i problemi dell’eroe, il tutto in una prospettiva semplicistica e, oserei dire, quasi fiabesca della teoria psicoanalitica, considerata come una specie di portentosa magia. Addirittura la psicoterapia viene connotata in un modo particolare: la cura per eccellenza è la “cura per amore”, meglio se “Grande Amore”, per cui è destinato al successo e all’inevitabile “lieto fine” il terapeuta che si innamora del proprio paziente e che si adopera in tutti i modi per salvarlo (si veda a tal proposito l’emblematico Io ti salverò, 1945, di Alfred Hitchcock, in cui la bella dottoressa, nonché psicoanalista Ingrid Bergman, sfida tutto e tutti per guarire l’amato Gregory Peck, vittima di una tremenda amnesia per uno shock subito), qualora la cura sia differente, arrivare a una conclusione positiva pare impossibile.

Anteprima della Tesi di Piercarlo Nicoli

Anteprima della tesi: Lo specchio scuro. Il fenomeno e le dinamiche del doppio nel film di Robert Siodmak., Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Piercarlo Nicoli Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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