Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La teoria generale di Keynes: alcune reinterpretazioni ed attualità

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

CAPITOLO I - La Teoria Generale keynesiana SOMMARIO: 1.1 Introduzione. 1.2 La Teoria di Keynes. 1.2.1 Riesposizione della Teoria Generale dell’occupazione. 1.2.2 “Variazioni dei salari monetari”. 1.2.3 “Note conclusive sulla filosofia alla quale la Teoria Generale potrebbe condurre. 1.2.4 Conseguenze sociali del mutamento di valore della moneta. 1.1 INTRODUZIONE. La profonda insoddisfazione per l’incapacità dimostrata dalle teorie tradizionali nel fornire spiegazioni e rimedi concreti alla piaga della disoccupazione di massa seguita alla crisi economica del 1929 portò Keynes ad elaborare la sua rivoluzionaria teoria. Osservando la lunga depressione dell’attività economica, Keynes negò la validità della “legge degli sbocchi” di J. B. Say, secondo la quale ogni offerta creerebbe sempre al propria domanda, e mise in discussione la naturale tendenza del sistema concorrenziale alla piena occupazione dei fattori produttivi attraverso la perfetta flessibilità di salari e prezzi. Prima di Keynes non erano certi mancati tentativi di contestazione della teoria classica (si pensi, ad esempio, ai contributi di T. R, Malthus, di S. Sismondi, di J. Mobson e, naturalmente, di K. Marx), ma solo la critica keynesiana si rivelò più penetrante e pertinente. Secondo Keynes la causa della disoccupazione esistente nelle economie moderne è essenzialmente da cercare nel diverso andamento della domanda e dell’offerta: infatti, la domanda (rivolta ai beni di consumo ed ai beni di investimento) aumenta all’aumentare del prodotto offerto, ma non necessariamente nella stessa misura. Le famiglie che ricevono reddito lo destinano in parte alla spesa per consumi, secondo una frazione determinata dalla propensione marginale al consumo (a sua volta basata sulla fondamentale legge psicologica, secondo la quale la quota di reddito consumata cresce in modo meno che proporzionale rispetto al crescere del reddito stesso); la differenza tra reddito e consumo rappresenta invece il risparmio, ma quest’ultimo, contrariamente

Anteprima della Tesi di Andrea Zaio

Anteprima della tesi: La teoria generale di Keynes: alcune reinterpretazioni ed attualità, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Zaio Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10212 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 28 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.