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Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione

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10 2. Breve excursus storico La Carta costituzionale del 1948 non faceva alcuna menzione di poteri sostitutivi statali, azionabili nell’ipotesi di inerzia amministrativa o legislativa delle Regioni, responsabili quindi di un inadempimento che pregiudichi esigenze unitarie ritenute meritevoli di tutela. Difatti, la problematica del potere sostitutivo ha iniziato a prospettarsi concretamente solo a seguito dell’entrata in funzione delle Regioni ordinarie; in precedenza, può registrarsi soltanto un’attenzione assai modesta nel dibattito dottrinale, il quale appare attestato su di un diffuso consenso circa la radicale illiceità di interventi sostitutivi di qualsivoglia natura da parte dello Stato nei confronti delle Regioni. In questo quadro, dunque, sarà soltanto l’attuazione, nella sede del primo trasferimento delle funzioni alle Regioni appena formate, del disposto di cui al 2° comma dell’art. 118 Cost., ad aprire la strada all’applicazione, anche se ancora secondo moduli collaudati da una risalente tradizione amministrativa, all’istituto del controllo sostitutivo nei confronti delle Regioni, il quale verrà perciò reso possibile (e plausibile) dal ricorso allo strumento della delega, a sua volta giustificata dalla permanenza in capo allo Stato della titolarità (piena e senza riserve in quel particolare momento evolutivo dei rapporti fra i due Enti) delle funzioni delegate alle Regioni. Tale apertura ha trovato subito un’ampia convalida nella sentenza n.142 del 1972 della Corte costituzionale, dove si giustificò la scelta compiuta dal legislatore di ricorrere all’istituto della delega alle Regioni di funzioni amministrative (in luogo del trasferimento), inerenti all’attuazione di obblighi comunitari: e ciò proprio in ragione della assenza di una previsione normativa (di rango costituzionale o legislativo) che consentisse di configurare un potere sostitutivo statale nei confronti delle funzioni proprie delle Regioni, potere invece ritenuto coessenziale alla delega di funzioni. Per questa via, dunque, la Corte perveniva, ancora prima del legislatore, a giustificare la necessità di un potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle

Anteprima della Tesi di Luca Girolimini

Anteprima della tesi: Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Girolimini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.