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Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione

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11 Regioni, più precisamente laddove lo Stato fosse risultato responsabile nell’attuazione di obblighi comunitari. Da qui l’introduzione in via legislativa di poteri sostitutivi statali, dapprima con puntuali e specifiche disposizioni, poi attraverso due previsioni generali: l’art. 4 del d.P.R. n. 616 del 1977, nonché la successiva disciplina intervenuta con l’art. 2, 3° comma, lett. f) della l. n. 400 del 1988, relativi ai poteri sostitutivi (in ambito amministrativo) nei confronti delle funzioni delegate; e l’art. 6 del d.P.R. n. 616 del 1977 relativo all’attuazione degli obblighi comunitari. E’ mancata, però, una norma generale di disciplina della sostituzione nei confronti delle funzioni amministrative proprie, giustificata dalla tutela di tutti gli altri interessi nazionali diversi dal rispetto degli obblighi comunitari da parte dello Stato. Determinante è stato, per la definizione dell’istituto, il ruolo della giurisprudenza della Corte costituzionale che, nel sindacare puntuali disposizioni di legge, ha provveduto via via, e non senza incertezze e qualche contraddizione, a dettare un vero e proprio statuto della sostituzione statale; sia per quanto riguarda i presupposti sostanziali che legittimano l’intervento surrogatorio statale, sia per quanto riguarda i requisiti procedurali al loro esercizio. In questo senso si parla di origine sostanzialmente “pretoria” dell’istituto. In seguito, tuttavia, è stata riconosciuta la legittimità costituzionale della sostituzione statale anche nei confronti delle funzioni proprie, seppur limitandone i presupposti alla tutela degli obblighi internazionali – e comunitari in particolare – assunti dallo Stato centrale 15 . Questa giurisprudenza, risalente agli anni ’70, è stata ben presto superata da una serie di pronunce degli anni ’80 che hanno progressivamente ampliato i presupposti legittimanti: e così si è ritenuto legittimo un potere sostitutivo statale a tutela di valori costituzionali primari, a salvaguardia di interessi nazionali non suscettibili di frazionamento e, secondo uno schema 15 Nella sentenza n. 182/76 la Corte faceva salva una previsione di legge ordinaria che introduceva poteri sostitutivi statali nei confronti di funzioni trasferite, e non più delegate, alle Regioni; nella successiva pronuncia n. 81/79 veniva ribadito l’orientamento per cui la sfera degli obblighi internazionali e comunitari rappresentasse l’unico limite all’autonomia regionale in grado di giustificare interventi sostitutivi statali anche nei confronti di funzioni amministrative esclusive delle Regioni.

Anteprima della Tesi di Luca Girolimini

Anteprima della tesi: Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Girolimini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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