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Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione

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2 i rapporti intersoggettivi (cioè tra enti, es. Stato-Regioni) 5 e solleva un interrogativo fondamentale: come l’esistenza di tali poteri possa armonizzarsi con la realtà di una organizzazione amministrativa modellata secondo i postulati costituzionali del decentramento e dell’autonomia. Per la dottrina amministrativistica tradizionale, i poteri di sostituzione per inerzia sono figure intimamente connesse ad un modello di organizzazione accentrata, che vanno ad integrare gli strumenti di vigilanza e di direzione delle autorità superiori su quelle inferiori e dello Stato nei confronti degli enti autarchici. Gli attuali poteri sostitutivi sono dunque sopravvivenze tralatizie di una cultura organizzativa ormai superata, incoerenti con la realtà attuale, o possono essere riletti in ragione delle caratteristiche evolutive di una organizzazione investita da complessi processi di trasformazione? Il dibattito sui poteri sostitutivi, peraltro esiguo e marginale, è ruotato intorno ad una annosa questione, proposta già dalla giuspubblicistica degli inizi del secolo, quella cioè della possibilità o meno di considerare i poteri come una forma di controllo, il “controllo sostitutivo”, o piuttosto come una particolare forma di interferenza delle autorità superiori su quelle inferiori, caratterizzata dalla possibilità dell’autorità superiore di dar luogo a manifestazioni di potestà attiva. In realtà, per meglio comprendere l’effettiva natura dei poteri di sostituzione nel contesto della attuale organizzazione pubblica, occorre rimarcare che essi, pur presentando profili comuni, sono chiaramente distinguibili sotto il profilo funzionale. I poteri sono infatti in alcuni casi uno strumento che consente di correggere l’illegittimità degli atti amministrativi, che si manifesti nella forma della omissione di atti dovuti; in altri casi, essi fungono da strumento di tutela, in via amministrativa, di diritti e di interessi di terzi; in altri ancora, servono a salvaguardare la funzionalità, il buon andamento della pubblica amministrazione, 5 Cfr. V. CERULLI IRELLI, Corso di diritto amministrativo, Torino, 1999.

Anteprima della Tesi di Luca Girolimini

Anteprima della tesi: Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Girolimini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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