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Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione

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6 La proliferazione di poteri sostitutivi per inerzia, conferiti ad organi non neutrali, ma di amministrazione attiva, e concernenti spesso non singoli “atti dovuti”, come nella tradizione amministrativa, ma attività complesse ed estese, può peraltro apparire come un evento patologico rispetto ad un assetto di relazioni Stato-enti locali modellato secondo una ben precisa ripartizione e separazione di ruoli, poteri e corrispondenti responsabilità. In un disegno compiutamente autonomistico non parrebbe esservi posto per interferenze così estreme nel campo delle attività degli enti locali, pur limitatamente alle ipotesi della omissione di comportamenti privi di discrezionalità. Sicché le omissioni dovrebbero trovare sanzioni solo di natura giurisdizionale, quando l’inerzia legittimi la reazione degli interessi e dei diritti lesi, o altrimenti di natura politica, ma in nessun caso di carattere amministrativo. A conclusioni diverse si può tuttavia giungere qualora la presenza dei poteri sostitutivi sia collegata ad un assetto di relazioni tra Stato, Regioni ed enti locali, quale quello che concretamente si è venuto a delineare nel nostro Paese, che tenta di contemperare il principio dell’autonomia con quello della cooperazione; né è privo di interesse, per la comprensione del fenomeno, il fatto che i poteri di sostituzione per inerzia si vadano diffondendo anche negli ordinamenti di altri Paesi che possono vantare tradizioni di autogoverno locale più solide delle nostre 8 . Da sottolineare, inoltre, il mutamento che ha interessato questo istituto nel corso della sua evoluzione. Originariamente, nell’ambito del diritto amministrativo, è nato in funzione di tutela di interessi pubblici, e operante all’interno di strutture gerarchiche; successivamente, è stata ampliata la sua operatività, in funzione di tutela di valori costituzionali (interessi nazionali), ma all’interno non di una struttura gerarchica, quale quella Stato-Regioni, ma di una 8 Cfr. G. DE VERGOTTINI, Diritto costituzionale comparato, Padova, 1993 e 1999; S. ORTINO, Diritto costituzionale comparato, Bologna, 1994; G. MORBIDELLI, Diritto costituzionale italiano e comparato, Bologna, 1997; M. D’ALBERTI, Diritto amministrativo comparato: trasformazioni dei sistemi amministrativi in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia, Bologna, 1992. Cenni sulla presenza di poteri sostitutivi negli altri ordinamenti verranno svolti nel paragrafo 10 di questo capitolo.

Anteprima della Tesi di Luca Girolimini

Anteprima della tesi: Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Girolimini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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