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Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese

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4 Ma se mio figlio è gravemente malato tanto che la sua vita è in bilico, dire: ”sono ottimista”, suonerebbe strano ad orecchie sensibili, perché, in un simile contesto l’espressione avrebbe perlomeno un qualche cosa di freddo e di distaccato. Cosa potrei allora pronunciare? “Sono convinto che mio figlio sopravviverà” - neppure, poiché in quelle circostanze la mia convinzione non ha alcuna base realistica. La migliore potrebbe allora essere “Ho fede che mio figlio sopravviverà.” Nell’usare la parola fede esprimo un elemento molto importante, che caratterizza quella mia espressione, esprimo il desiderio ardente ed intenso che mio figlio viva e, conseguentemente, ogni sforzo da me possibile per ottenere la sua guarigione. Non sono distaccato, un semplice osservatore passivo, separato da mio figlio come quando uso l’espressione “sono ottimista”. Sono, al contrario, parte della situazione che osservo; sono impegnato; il mio bambino, sul quale io “Soggetto” faccio un pronostico, non è “Oggetto”, la mia fede è radicata nel mio rapporto col figlio, è un misto di conoscenza e di partecipazione, a patto, però che sia una fede “razionale” e non un’illusione basata sui nostri desideri, e, quindi, ”irrazionale”. Ciò che conta, dunque, non è tanto l’essere “Ottimista”, forma alienata di fede, o, ”Pessimista”, forma alienata di disperazione. Il semplice dichiarasi in una maniera piuttosto che un altra è illusorio e, ancor più grave, implica un assurdo e “criminale” atto di rinuncia a districarsi da quella che sembra essere una fatale ragnatela di circostanze create dall’uomo. Ecco allora che quello contro cui bisogna combattere è l’ipocrita e subdola indifferenza dell’uomo. Questo si cela tristemente dietro la complessa e fitta serie di circostanze che caratterizzano un determinato fatto. Questo è l’atteggiamento che la maggioranza dimostra dichiarando passivamente la propria “fede” o meno nei riguardi di ogni genere di atto criminale, nei riguardi della natura umana in generale e della distruttività in particolare. Di fronte ad atti di atroce aggressività e violenza è troppo facile dire: ”L’uomo è sempre stato assassino”; ”Il desiderio di sfruttare il prossimo fa parte della natura umana”; ”E’ insito nell’uomo aggredire”. Sono tutte espressioni incomplete, che trascurano determinati fatti, scoraggiano, confondono, come ogni non verità. La diffusione che si è creata della disperazione (“La natura umana è cattiva”) non è

Anteprima della Tesi di Massimiliano Galli

Anteprima della tesi: Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Galli Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.