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Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese

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5 realistica, ma, ancor di più, come ho già sostenuto sopra, è distruttiva di per sé, è causa stessa della nostra falsa “disperazione”. Il porsi passivamente, a prescindere dal proprio ottimismo o meno, nei riguardi di crimini caratterizzati soprattutto da alte forme di violenza, è un vile atteggiamento di rinuncia nei confronti di se stessi, un voler sentirsi meglio, un voler essere “normali”, non voler essere etichettati “diversi”, non voler accettare cambiamenti profondi non solo nella nostra struttura politica ed economica, ma anche e principalmente nel nostro concetto di obiettivi umani, nella nostra condotta personale. Ecco allora, in base a quanto appena affermato, anche la frase di Schopenhauer acquista un significato diverso, e, letta sotto un’altra chiave interpretativa, quella da me espressa, è difficile da confutare. E’ un pensiero elevato, con il quale non si può non essere d’accordo, a meno che… …non si prendano in esame fatti reali…a meno che…non si abbia il coraggio di ammettere la nostra natura e di immettersi in essa… I.II Comprendere l’essere umano: la sua natura alla base dello studio di ogni forma di crimine Per la maggior parte dei pensatori, a cominciare dai filosofo greci, era autoevidente l’esistenza di un qualche cosa chiamato natura umana, qualche cosa che costituisce l’essenza dell’uomo. Non vi erano dubbi di alcun genere circa il fatto che esistesse un qualche cosa in virtù del quale l’uomo è uomo, differenze riguardavano circa i vari tipi di elementi che caratterizzassero questo “quid pluris.” Gia’ ma cosa fosse realmente non si sa, tanto che fu proprio l’approccio storico all’uomo che mise in discussione tale opinione: Come può considerarsi alla stessa maniera l’uomo della nostra epoca con quello degli stadi precedenti? Successivamente è stato l’abuso di questo astratto concetto, usato spesso come paravento dietro al quale si commettono gli atti più inumani, a cercare di negare il presupposto di una natura umana fissa. In nome di questa natura, infatti, Aristotele e la maggior parte dei pensatori fino al diciottesimo secolo hanno difeso la schiavitù, e lasciando da parte i filosofi, a livello popolare, si parla cinicamente di tale “natura umana” per accettare l’inevitabilità di comportamenti umani indesiderabili come l’avidità, la menzogna, l’inganno e perfino l’omicidio. Anche il pensiero evoluzionistico, una volta che, appunto, riuscì ad inquadrare

Anteprima della Tesi di Massimiliano Galli

Anteprima della tesi: Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Galli Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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