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Licenziamento illegittimo e tutela reale. Aspetti di diritto comparato

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10 1950, i quali si occupavano rispettivamente di licenziamenti individuali e licenziamenti collettivi per riduzione di personale, e che furono successivamente sostituiti da due ulteriori accordi del 29 aprile e 5 maggio 1965. Come detto, su sollecitazioni provenienti dal mondo del lavoro, in tali accordi, in quelli del ’50 prima e in quelli del ’65 poi, apparve per la prima volta l’enunciazione del principio del “giustificato motivo”, che doveva assurgere a limite del potere di parte datoriale di utilizzare in modo indiscriminato ed arbitrario la propria posizione di effettiva superiorità giuridica e politica nell’ambito del rapporto di lavoro, evitando così la comminazione di licenziamenti non fondati su motivi attinenti unicamente al comportamento del lavoratore ovvero ad autentiche esigenze aziendali. Secondo l’Accordo il lavoratore poteva impugnare innanzi ad un collegio di conciliazione il quale, ove riconoscesse l’effettiva carenza del giustificato motivo, poneva il datore di lavoro dinanzi alla scelta se reintegrare ovvero risarcire il lavoratore licenziato. Se è pur vero che, nel preambolo dell’accordo del ’65, si ebbe l’esplicitazione della nuova ideologia progressista giuridica, dandosi così finalmente seguito alle sempre più pressanti richieste nascenti e dalla dottrina e dallo stesso mondo del lavoro di una più autentica tutela del lavoratore, è da dire che gran parte di queste petizioni di principio rimasero inattuate nel testo dell’accordo. La mancanza di una definizione del concetto di giustificato motivo ed il rinvio sistematico alla “giusta causa” ex art. 2119 c.c. resero l’efficacia dei controlli in sede arbitrale alquanto sterile, anche per la contemporanea vigenza di una norma di diritto oggettivo, l’art. 2118, il quale sancisce la possibilità di

Anteprima della Tesi di Massimo Giannetto

Anteprima della tesi: Licenziamento illegittimo e tutela reale. Aspetti di diritto comparato, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimo Giannetto Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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